ACOFOINMENEF

Paolo Dorigo sta approntando una nuova querela, contro ignoti e non, destinata a colpire il sistema poliziesco-criminale del controllo mentale e della tortura psico-uditiva e neuro-fisiologica via radio.

Moltissime persone, circa 1 o 2 nuove ogni settimana, da ogni parte d'Italia, ci contattano da ogni città d'Italia, ma anche dalla Spagna, dalla Svizzera, dalla Slovenia, ecc., per segnalarci il loro caso uguale ai nostri già denunciati, per denunciare l'inadempienza o peggio la collusione con questi trattamenti da parte delle Autorità Giudiziarie, la loro collusione ai sistemi psichiatrici repressivi, la loro negligenza a colpire la mafia ovunque si annidi, colpendone solo le ramificazioni più eclatanti sotto il punto di vista della violenza fisica e della estorsione economica.

Noi non neghiamo che in alcune Procure della Repubblica italiane si stia combattendo da decenni una battaglia contro la stessa esistenza del sopruso mafioso, che è ai tempi d'oggi, una tra le più insidiose e capaci di relazioni, tra le cento e cento facce dell'idra capitalista, noi però opiniamo che a quanto ci consta come cittadini, non tutti i Procuratori, "antimafia" e non, coinvolti dalle denunce di numerosi cittadini (a Firenze, a Milano, a Venezia, a Roma, a Genova, Torino, in Sicilia e Calabria, a Padova, ed altrove), in materia di questo genere di trattamenti, Vi abbiano dedicato la sufficiente e corretta attenzione. Altra cosa che ci stupisce è il nome di "agenda rossa" ai libri in onore di giudici come Falcone e Borsellino, che "rossi" non erano di sicuro. Non crediamo che sia adeguato come nome per un movimento democratico di tipo borghese, cioè di tutti e non solo degli operai, che rivendichi il rispetto della Costituzione e del diritto alla vita di ognuno-a. Che noi si sappia, Agenda rossa era quella edita negli anni '70, e in generale in termine Agenda rossa coincide con il patrimonio e la Storia del movimento operaio e comunista, il quale peraltro è stato anche se parzialmente, l'unica area che ci abbia dato grande visibilità nel corso della prima delle ns.campagne, per poi verificare un silenzio tombale totale, che giungeva sino ai redattori del "manifesto" (quello di Benetton per capirci). Ci consta invece che l'Italia sia ai tempi di Falcone e Borsellino, sia ai tempi nostri, non abbia ancora legiferato la tortura come gravissimo reato, più grave del tentato omicidio, e, se prolungata, grave come l'omicidio o la strage.

Noi infatti denunciamo che la violenza che subiamo è molto peggio di una pistolettata in testa, ma non ci risulta ancora che l' "antimafia" si sia interessata alle gravissime denunce di decine e decine di cittadini italiani e a quelle particolareggiate specie rispetto al nesso carcere-potere, da parte di Paolo Dorigo. Facile diffamare una persona che non legga 10 quotidiani al giorno, chiusa in galera e magari senza nemmeno colloqui per un mese. Facile finché non esce. A quel punto, e nonostante i riscontri radiologici, quel movimento di sostegno, al quale si erano dediti anche Costa, Cacciari, Casarini, dov'è ?.

Probabilmente nessuno vuole mettere in discussione il diritto violato e speciale del "pentitismo", tanto utile a combattere "la mafia", mentre un'altra mafia si rafforza e comunica senza alcun problema utilizzando magari mezzi e denari dello stesso Stato. Ci stupiamo ancora dei "movimenti" di lotta che considerano necessaria la "partecipazione pubblica" dei magistrati alla politica. Secondo noi i magistrati, ma anche gli avvocati, i notai, i consulenti del lavoro, gli industriali, i finanzieri, i negozianti ed i commercianti, semplicemente NON devono fare politica. Nella politica spettacolo, la loro politica deve concludersi nell'esercizio del loro diritto al voto. La politica la deve fare il Popolo, la Classe Operaia, i Giovani lavoratori, i Poveri, i Diseredati. Quando costoro, messi al muro dalla economia bestiale della crisi e della sopravvivenza, lasciano la "politica" agli specialisti, è la fine. Il Paese si dissolve, i criminali impestano in rete, figurarsi con i mezzi di tortura tecnologica. Chi li ferma, se sono essi stessi inflitrati in tutti i corpi di polizia e militari, negli uffici giudiziari, nelle Istituzioni ? Appoggiarsi ai "giudici onesti" come se LORO possano salvare NOI, da tutta questa merda, è come chiedere a un Pietro Micca di far saltare il forte del potere senza nemmeno un grammo di polvere nera. NOI come ACOFOINMENEF, tra mille difficoltà, la nostra parte cerchiamo di farla. Voi siete certi che la mafia vada combattuta SOLO con i "giudici onesti" ? NOI siamo certi che nessun fenomeno criminale grave può essere sconfitto se questo fenomeno ha già nelle mani lo Stato e dallo Stato, corrompe la maggioranza dei trogloditi che poi gli consegnano il potere alle elezioni. Che poi questi Giudici Onesti facciano il loro lavoro, che ce ne siano che NON archiviano le indagini scottanti, bene. Anche se SAPPIAMO che sono ben pochi.

Questa tortura è una violenza continua, logorante, che produce morte da tumore, pazzia, propensione al suicidio. Resistergli, è come vivere in un lager. Tutto intorno, qui sembra normale, il lager è invisibile, ma la logica è la stessa di Hitler e Mengele. Con un condimento di Schmitt, Goebbels e della sua teoria censoria e mistificatoria che ha ispirato il superverme McLuhan ed i falsi filosofi che lo hanno preso a maestro o a pretesto.

Questa querela, come l'esistenza stessa della nostra battaglia, come l'esistenza stessa del ns.sito (www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org) produce continuamente tentativi lesivi nei ns.confronti, magari utilizzando Vittime torturate che pur di non essere ancora logorate, accettano di mediare con questi assassini.

Questi-e assassini-e, di cui auspichiamo la decapitazione pubblica, da parte ns.non avranno mai perdono né giustificazione alcuna.

E non si sa come andrà a finire ...

(02-09-2011)