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UN CASO GRAVISSIMO DI TORTURA ELETTRONICA
Memoriale di T.G.
Donna, tra i 40 e i 50 anni, Sud Italia
Ha denunciato il fatto ai carabinieri in
questo mese di giugno 2006,
in precedenza aveva fatto una segnalazione
ma senza le lastre radiografiche a suo favore
[tra parentesi
quadre note del curatore della pagina]
Pagina
edizione n.1 del 26-6-2006
Lastra
radiografica orecchio sinistro
[la verifica è stata
effettuata dalla Avae-m sulle lastre effettive, ci si scusa per la qualità
della scansione, effettuata in un i.p. dalla vittima autrice del testo]
Propongo il mio caso per dare con esso una
testimonianza diretta di un esempio di inserimento invasivo di microstrumenti
di ricetrasmissione.
Alla luce della mia vita assolutamente
normale, del fatto che io non sono mai stata sottoposta ad operazioni
chirurgiche, di ciò che mi ricordo di preciso, ritengo che certamente, tutto ciò
sia stato realizzato, ovviamente a mia totale insaputa, attraverso semplici
iniezioni praticate attraverso il cavo orale (gengive e palato, quindi passati
nel circolo sanguigno), contemporaneamente alle anestesie locali effettuate per
delle banali cure odontoiatriche.
Si tratta, quantomeno, di due elettrodi
molto piccoli (frazioni di millimetro) individuati a livello dell’osso
temporale sinistro, in prossimità dell’orecchio sinistro, attraverso una
radiografia del cranio (ed un suo attento esame al computer).
Non sono stati refertati (come non ci
fossero).
Ho dovuto spostarmi di centinaia e
centinaia di km per eseguire questa indagine in quanto in una precedente
radiografia effettuata dove risiedo non si apprezzava nulla poiché la zona in
questione non risultava inclusa nella immagine radiografica (come se fosse
stata sforbiciata).
Sono intercorsi tre anni tra il fatto
invasivo e la comparsa dei disturbi, intervallo di tempo protrattosi
probabilmente per una mancata
ripetizione delle iniezioni nel cavo orale.
Per la peculiarità di ciò che si verifica
e per le modalità di introduzione dei corpi estranei nel mio organismo, vi sono
forti probabilità che in tale maniera siano state introdotte in esso anche
microparticelle, ampiamente diffuse ed innestatesi in determinati tessuti e
parti del corpo.
I disturbi [ossia gli
atti lesivi di cui la vittima ha coscienza, in questo caso] consistono
essenzialmente in suoni ripetitivi che mi giungono in corrispondenza
dell’orecchio sinistro, di intensità molto bassa, non percepibili se coperti
dai rumori dell’ambiente circostante.
Tranne un paio di brevissime frasi sempre
intensamente ripetitive che ho ricevuto per circa un anno, non ho mai percepito
parole, voci o messaggi di cui mi sia resa conto.
Dai suoni può derivare, quando sono ferma,
un impulso, un’onda di propagazione elettrica che, partendo in corrispondenza
degli elettrodi, scende attraverso il corpo, sen propagarsi agli arti,
fermandosi al livello del bacino.
Ciò si verifica in particolar modo quando
sono distesa, quindi soprattutto quando tento di dormire, cosa che sono
impossibilitata a fare per questo motivo.
Gli impulsi elettromagnetici possono
raggiungermi anche come vibrazioni delle quali vengo investita in toto,
globalmente in tutta la mia persona (restando sempre agli arti poco interessati
dei processi descritti) e che percepisco, a livello uditivo, come il rumore cupo,
sordo e pulsante di un motore acceso.
L’intensità di questi stimoli può variare
notevolmente in conseguenza di fattori esterni legati all’invio dei segnali.
Poiché i microchips sono collegati con
determinate strutture nervose, ciò consente di ricevere, attraverso i segnali
emessi dal mio corpo, quelle che sono le mie percezioni visive ed uditive.
Inoltre la fitta rete di microparticelle
diffuse all’interno del mio organismo (probabilmente anche a livello cutaneo)
permette la ricezione della mia immagine corporea. [Questo venne fatto
vedere anche in tv nei primi anni ’90 quando l’antimafia cercava i latitanti
nelle case di campagna, puntando dei rilevatori agli infrarossi sull’edificio].
Sono in corso indagini ed accertamenti.
Una pseudo agenzia-investigativa (una vera
e propria associazione a delinquere) gestisce tutto il sistema dell’invio e
ricezione dei segnali; essa è sempre direttamente responsabile di tutta la
vicenda, fungendo da tramite, da intermediaria.
Coloro i quali effettuano tal genere di
ricerche e sperimentazioni si servono, dove io risiedo, di questa agenzia.
Essa pratica su di un’azione ed un
controllo scrupolosi e continui, senza alcuna interruzione nell’arco delle
ventiquattro ore giornaliere, tutti i giorni, attuando così anche una
gravissima violazione della mia privacy.
Ogni giorno, da oltre due anni, in maniera
continuativa, il mio organismo è sottoposto ad un intenso e massivo
“bombardamento elettromagnetico”, con conseguenti disturbi organici tra cui continui
mal di testa che si irradiano a partire dal punto del capo dove sono stati
individuati gli elettrodi, punto preciso particolarmente dolente, come colpito
da un corpo contundente appuntito.
Tutta la mia vita è venuta ad essere
stravolta, paralizzata e finalizzata a resistere e sopravvivere a questi
avvenimenti di inaudita violenza, assolutamente inconciliabili con un’esistenza
umana.
Scritto il
25-6-2006
PER COMUNICAZIONI ALLA SIGNORA T.G.,
POTETE
SCRIVERE ALLA
ASSOCIAZIONE VITTIME ARMI ELETTRONICHE-MENTALI
CASELLA POSTALE 101
30034 MIRA –VE-
oppure
telefonare a:
334-3657064