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pagina del 19-20/09/2006
Solidarietà con Salvatore, torturato
tecnologicamente
(caso n.21 censito dalla AVae-m su 27 casi dal maggio 2005 cui vanno sommati i 14 casi censiti in carcere nel 2002-2004 da P.D. e le centinaia o migliaia non ancora noti in Italia, PAESE REGNO DELLA TORTURA) Salvatore mi ha autorizzato a parlare di lui nel sito, e così sono nati i post che seguono, e questo testo. Salvatore mi scuserà se come AVae-m non possiamo mandargli più dei soldi che possiamo ogni mese, ma speriamo almeno di potergli mandare quello che serve ad integrare con complessi vitaminici, la sua resistenza psichica alla tortura. Dipende anche dalla scarsità degli aiuti alla nostra associazione, che notoriamente non fa parte dei circuiti Telethon-Emergency-Greenpeace ecc. Salvatore mi scuserà anche se in questo testo non parlerò solo di lui, dato che il suo caso è un esemplare condizione di molti altri.
Innanzitutto diciamocelo: Salvatore è un capopopolo, un trascinatore di curva, uno che non bada per il sottile quando si tratta di esprimere sentimenti e amore non solo per la propria squadra ma per la gente in cui ci si riconosce popolo. Questa parte del nostro paese, si divide, come tutte le cose, dico la tifoseria, in due categorie, quella reazionaria e quella progressista. Salvatore fa indubbiamente parte della seconda. Una vita socialmente dura e patita da una condizione economica e sociale non fantasmagoriche, non di quelle che si possono sperare di vivere potendo cambiare, come in un sogno od in un’incubo alla Frankhenmeier, la propria. Salvatore ha patito un po’ di carcere, e in carcere ha subito anche tra l’altro un periodo di ricovero in infermeria, in un carceretto ove c’era una sezioncina di “osservazione”, e di quel ricovero, di alcuni giorni o settimane, NON HA RICORDO ALCUNO. Come in vari altri casi, di detenuti che ho conosciuto in carcere e che patiscono come me questo tipo di forma schiavistica – torturatoria di “trattamento” perverso e infame, c’è stato appunto un periodo di “stato di incoscienza”, di “non ricordo”. Anche nel caso di alcune delle persone che hanno portato il proprio caso alla AVae-m, ci sono casi di internamento temporaneo in strutture neurologiche dopo le quali sono iniziati questi “disturbi” o meglio questo trattamento soggettivo di gruppo, infame e perverso, che si avvale di tecnologia trasmissiva, di tecnologia dell’intervento psicofisiologico, di tecnologia neurologica, di tecnologia psicotropa (benzodiazepine e simili), di psicoanalisi da baraccone, di psicodrammi, psicosessuologia ecc., in una forsennata rincorsa della categoria psicologia (“Scienze” “psicologiche dell’intervento clinico”, per esempio, è il gergo usato dalla “libera universita’” di Urbino, un istituto che non si pregiò di darmi alcuna disponibilità di supporto agli studi a Spoleto, citta’ pur vicina), di uscire dal campo della illegittimità scientifica per approdare a riconoscimenti di “scienza” (neuroscienze), nella sua unificazione ai trattamenti psichiatrici. Riconoscimenti che NON PUO’ AVERE DALL’UMANITA’: l’ “intervento clinico” cui si adduce non è altro che l’arricchimento delle multinazionali farmacologiche con le loro pallottole psicotrope. Parlando di questi casi e non solo del mio con il direttore di una importantissima clinica psichiatrica veneta convenzionata con la Regione, nella quale sono ricoverate 300 persone di cui circa la metà in letto di contenzione, questo professionista, pur impressionato dalle mie denunce, mi giurava di non conoscere alcun sistema che potesse provocare queste cose. Io non credo né a lui né all’intera categoria psichiatrica, e, se ho torto, chiedo e mi chiedo perché tanti ostacoli ad oneste refertazioni di esami radiologici, nel mio caso come nel caso di Salvatore ed altri. Il D.A.P. è sopra a Dio ? Come la psichiatria ? Tornando a Salvatore, quando lo ho conosciuto per la prima volta, a parte notare che non è un laureato, non ho notato affatto in lui esagitazione spropositata rispetto a ciò che soffre, anzi, prima timidamente, poi con maggiore dettaglio e sicurezza, mi ha descritto cose che per la sua formazione e cultura, assai difficilmente qualcuno avrebbe potuto dirgli di raccontarmi per finta. Determinati aspetti, poi, di cui pure io porto pudore, e che non ho mai descritto soggettivamente in dettaglio, lui me li ha riportati in termini assai simili a quelli che io vivo da 4 anni e 4 mesi almeno, ininterrottamente. Per esempio, la certezza che i signorini/signorine militari e di “servizi”, interferenti molto spesso con tutti i telefonini della AVae-m senza alcun intervento a protezione del diritto alla privacy da parte degli “enti privati” o pubblici che gestiscono questi servizi, colpiscano anche Salvatore con falsi annunci di chiamata o sms ecc., è per noi pacifica. Le modalità sociali con cui il movimento cosentino, come gran parte del movimento in Italia, ancora sottovaluta questa problematica, pensando che si tratti di problemi “psichiatrici” o “psicologici”, dimostra la corruzione delle idee, la povertà della “sinistra”, l’opportunismo imperante nel moderno fascismo. Ma null’altro. Nelle case del popolo ai tempi del primo movimento
socialista e comunista, si dava sostegno di ogni genere ai bisognosi, oggi
partiti come “rifondazione” non riescono nemmeno a garantire dei militanti a
tempo pieno dentro le realtà sociali che ne necessitano. Tornando ancora a Salvatore, invece i suoi sforzi per resistere non sono encomiabili solo per i pochi mezzi di cui dispone, ma anche perché Salvatore SA VIVERE SENZA INUTILI VIOLENZE; e sa sopportare l’infame tortura quotidiana che ignobili “ominuccoli” gli infertano senza mostrare il volto, o mostrandolo a mo’ di provocazione, in diverse forme e modalità conosciute anche da altri nostri amici ed amiche in altre città (Milano, Torino, Padova, Pescara, ecc.), che rimandano alla tecnica “multidisciplinare” per piegare e distruggere le personalità “non conformi” ai desideri di qualche autorità (dalla direttrice carceraria offesa, al detenuto collaborazionista timoroso di essere scoperto, dal padrone della fabbrica, al capoufficio, dal padre-padrone al marito-fidanzato stupratore, dal portiere che ha preso un ceffone al medico che teme per la sua carriera alcune rivelazioni, dal sindaco mediocre, all’ultimo tassello del sistema: il verme di quartiere). Senza voler drammatizzare, non neghiamo, o meglio, non nego, ma so di incarnare l’opinione di molti di noi, che il desiderio di vendetta verso i torturatori che ci affliggono è molto forte. MA MAGGIORE E’ LA PREOCCUPAZIONE CON CUI NOTIAMO LA SINISTRA CHE TACE QUESTE PROBLEMATICHE, E INTANTO LAVORA IN OSPEDALI, CARCERI, CLINICHE, CENTRI DI ASSISTENZA, COOPERATIVE DI VOLONTARI, ecc. CHI TACE ACCONSENTE !!! Alieni non sono, i nostri torturatori, e sono anche “carabinieri”, ma non principalmente carabinieri. Il fatto che in alcuni casi determinate punturine addormentino certe funzioni, aree ed attività cerebrali, a persone con questi sistemi torturate (parlo di casi di Venezia, Aquila, dico di Salvatore, ed altri casi) DIMOSTRA A NOI CHE QUESTE COSE DENUNCIAMO E CHE IN TUTTA VERITA’ LE PORTIAMO AL POPOLO SOVRANO sulla carta Costituzionale ma SCHIAVO nella pratica, CHE LA PSICHIATRIA, o meglio coloro che la studiano dalla parte FARMACOLOGICA, (come la Smith & Glaxo di Verona, per esempio, all’interno dei cui uffici ospita il maggiore centro di “studi” psichiatrici italiano), CONOSCE QUESTE COSE. QUESTE COSE però, NON SONO “disturbi” soggettivi dei pazienti, MA PRODOTTO DI ALTRI PSICOFARMACI E-O DI STRUMENTI INVASIVI MICROELETTRONICI, senza contare che pare che queste tecnologie approdino già alle armi biologiche (cfr. Repetto-Di Nunzio, Le nuove guerre, BUR Rizzoli, 2005). Citando un noto presidente americano sparato come spesso è capitato in quel paesucolo fondato da ladri ed assassini, cacciati dai loro paesi per le loro turpi attività, POTETE INGANNARE UN UOMO PER TUTTA LA SUA VITA, POTETE INGANNARE UN POPOLO INTERO, MA NON POTETE INGANNARE UN POPOLO INTERO PER SEMPRE. La domanda da porsi, a parte il rifiuto e la denuncia di qualunque ricorso a domande di ignoranti familiari intimoriti dai fatti di cronaca inspiegabili che accadono (e che non sono il caso di Salvatore, che coscienza e dignità ne ha da vendere !), è se la psichiatria, a questo punto, sia una scienza o una truffa dei potenti. Soprattutto se andiamo a SVELARE il contenuto effettivo delle cd. esperienze terapeutiche con psicofarmaci, della cd. “antipsichiatria”. Abbiamo parlato con una compagna proletaria che nel veneziano ha lavorato nell’assistenza, dipesa dal CIM, dell’assistenza alle persone affette da psicosi. Bene, non è solo l’iniezione fatta da persone prive di titoli per farle. Non è solo la misera paga buona appunto solo per pulire il corpo e le parti intime di persone handicappate. Non è solo l’assimilazione di malato-carcerato-handicappato-psicotico-emarginato, al rango di bestia, di essere inferiore. Non è nemmeno solo la burocrazia della morte bianca. E’ anche la mancanza di cultura umanistica di queste nuove facoltà di psicologia, psichiatria, e simili, la loro specializzazione mirata al mercato ed al profitto, alla carriera dei terapeuti, al loro ruolo e riconoscimento sociale, a fronte del vuoto assoluto di rispetto verso IL BISOGNO. Senza contare che senza i malati costoro non potrebbero lavorare ! Ebbene, non è nemmeno solo il rispetto, è proprio il concetto che sta alla base. La conoscenza della mente dell’essere umano è agli inizi, ed è sorta per ragioni repressive e di sfruttamento, giungendo solo dopo alcuni decenni alle problematiche oniriche, interpersonali e sessuali delle persone che potevano distendersi sul lettino. Eppure questi NAZISTI non demordono, non perdono di mordente, di PREPOTENZA. La prepotenza dei vili. Ma non credano che solo ciò che appare, solo ciò che denunciamo, porti il popolo alla verità. Ci sono milioni di vie per giungere alla consapevolezza, e tutte confluiscono in due canali: quello dell’individuo sfruttatore e meschino, e quello delle persone che lottano per la LIBERTA’. Innanzitutto di essere curati secondo la propria coscienza e consapevolezza. Non siamo cavie. Siamo uomini e donne. Paolo
Dorigo 19-9-2006 Post
dell’AVae-m Wednesday,
Sep. 13, 2006 at 7:45 PM (Vai al Post su Indymedia della AVAE-M Wednesday, Sep. 13, 2006 at 8:10 PM) Salvatore, proletario e ultrà del
Cosenza,rappresenta uno dei piu' recenti casi ( su 27 censiti dalla nostra
Associazione ) di tortura tecnologica. Salvatore, proletario
e ultrà del Cosenza, anche se da anni non frequenta piu' lo stadio, è ben
conosciuto nella sua città per essere frequente oggetto di repressione in
quanto proletario ribelle e cosciente, che ha anche patito la detenzione in
alcune occasioni. |
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SALVATORE, ULTRAS DEL COSENZA, TORTURATO
TECNOLOGICAMENTE DA UN ANNO ! Proletario
cosciente e ribelle, noto in tutta Cosenza, spesso vittima di repressione ed
abnormi condanne, nonostante abbia denunciato con una solidale e clamorosa
protesta la politica psichiatrica cosentina, durante la conferenza di
presentazione del libro La Tortura nel Bel Paese svoltasi con Dorigo, il 12
maggio scorso, conferenza che potrete ascoltare nella pagina
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