Corriere della sera 5-9-2007
Riguarda le aziende ma anche ...i
genitori
No ai Rfid sottocutanei obbligatori
Il senato della California vieta i
«badge» sottocutanei obbligatori per gli esseri umani, preoccupato per la
privacy
SACRAMENTO (USA) - Il senato dello stato
della California ha approvato una legge che vieta ai datori di lavoro di
obbligare i propri dipendenti a impiantarsi sottopelle dei chip di
identificazione radio (Rfid). A proporre la legge il senatore democratico Joe
Simitian, preoccupato dopo che i rfid sono stati commercializzati da Verichip
per l’uso sugli esseri umani. Piccoli come chicchi di grano i Rfid in commercio
sono dei piccoli trasmettitori che vengono attivati solo in presenza di uno
scanner. Le ridotte dimensioni permettono il loro impianto sottopelle, il che
da una parte suscita le preoccupazioni dei difensori della privacy, dall’altra
alletta coloro che vogliono un maggior controllo sui propri animali domestici,
sui dipendenti e addirittura sui figli.
I PRECEDENTI - Un caso di Rfid per il controllo degli
esseri umani è stato sperimentato in una scuola di Buffalo tre anni or sono, ma
si trattava di Rfid non sottocutanei ma impiantati in una scheda che gli
scolari si appendevano al collo. Da tempo vengono utilizzati anche negli
istituti carcerari statunitensi per il monitoraggio dei detenuti. Nel 2004 la
Food and drugs administration ha autorizzato Verichip a commercializzare Rfid
da impiantare sottopelle, e da allora sono duemila i cittadini che hanno
accettato di metterselo addosso. E recentemente anche CityWatcher, società di
videosorveglianza, ha chiesto ai suoi dipendenti addetti al data center di
dotarsi del dispositivo.
CONTRARI - Il bando all’uso sottocutaneo obbligatorio
ha suscitato anche qualche polemica. Il senatore repubblicano Bob Margett ritiene
prematuro legiferare sull’argomento, sostenendo che la tecnologia non ha ancora
posto problemi reali e una regolamentazione ex ante non può che essere
controproducente. Come lui devono averla pensata anche gli altri otto senatori
che si sono opposti alla legge, comunque approvata. La legge tuttavia non
esclude l’impianto sottopelle dei dispositivi, che però è possibile solo previo
consenso dell’interessato. «I’ve got you under my skin», («Ti ho sotto la
pelle») cantava Frank Sinatra, ma non si riferiva certo ai Rfid.
Gabriele De Palma