MI chiamo Maurizio Bassetti e porto il saluto
dell’Associazione Vittime Armi Elettroniche e Mentali. Come saprete anche la
nostra associazione è stata duramente colpita dall’operazione repressiva di
questi giorni, insieme allo Slai Cobas per il sindacato di classe. 5 tra i
perquisiti di una settimana fa sono aderenti o sostenitori della nostra
associazione e 3 giorni fa a Spoleto è stato arrestato un nostro compagno, da
anno sostenitore dell’Associazione. È evidente che diamo fastidio, neanche noi
pensavano tanto e questo ci unisce ancora di più allo Slai Cobas, dove abbiamo
molti amici, anche se le nostre attività sono molto diverse.
Comunque, nella nostra casistica ci sono molti casi
di mobbing, che spesso si trasforma in vera e propria tortura, per cui non è
siamo poi così lontani e quando si parla di sicurezza sul lavoro, bisognerebbe
ricordare anche il mobbing, per il quale non esiste neanche una legge, come non
esiste per la tortura.
Un ultima piccolissima considerazione personale. Io ho lavorato all’Inail per 15 anni e posso testimoniare la lotta per la sicurezza, anche sei confederali glissano, rinviano e ne fanno una finta bandiera, per cui non combattono. Perché nessuno infortunio è una disgrazia, un incidente. Dietro ogni infortunio c’è un sistema e se davvero lottiamo contro gli infortuni per la sicurezza, lottiamo contro il sistema capitalistico, il sistema fondato sul profitto. Sarò dogmatico ma tutte le lotte si uniscono, è lotta di classe, finiamo sempre lì. Lottare per la sicurezza è lottare contro l’attuale sistema di produzione e chi lotta per la sicurezza da tanto fastidio.