Ulteriore
analisi sul mobbing abbinato alla tortura tecnologica, in atto su Paola
Sbronzeri, al CMP di Roserio (MI)
Link a precedente
analisi http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/AppelloPaola15-9-07.htm
Link a dati su
Paola Sbronzeri dalla pagina Le Vittime caso per caso http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/index-links-1.htm
Lo stato italiano
sta perpetrando nei miei confronti l’ennesima violenza, volta a coprire
l’azienda Poste Italiane, il sindaco di Milano e le televisioni italiane, a
cura delle quali vengono trsmesse
notizie legate alla mia persona, senza alcun mio consenso, e un
programma di Poste Italiane, anch’esso legato alla mia persona, e in onda a mia
insaputa, e del quale sono venuta a conoscenza grazie alla solidarietà sorta in
questi anni intorno al mio caso e alla mia persona.
Mi stanno
sommonistrando, negli alimenti liquidi e non, sostanze che vogliono determinare
la mia morte, sebbene non legalmente, essendo essi stessi i colpevoli della
violazione della loro legge, poiché l’italia è paese legato al Vaticano, si
avvalgono della complicità delle Aziende che hanno il monopolio della grande
distribuzione, in che modo potrebbero altrimenti giustificare una condanna a
morte?!! Soprattutto di fronte alle persone che hanno espresso la propria
solidarietà nei miei confronti?!!
Il reparto CSI del
CMP Roserio, presso il quale lavoro dal maggio 2004 è infatti costretto a
chiudere, ma non volendo le istituzioni rendere effettivo il mio trasferimento,
tengono aperto un reparto quasi completamente senza personale, un
deposito di posta lavorata e non, nel quale vengono boicottati il mio lavoro e
la mia persona, attraverso la ‘traduzione’ pubblica, di quelli che mistificano
come miei pensieri e desideri, e le informazioni ‘private’legate alla mia privacy,
e delle persone amiche, nella finalità dell’emarginazione.
Tutto ciò viene
effettuato inoltre, attraverso voci
amplificate, anche di persone legate a
lavori effettuati in passato.Il loro fine è sicuramente suicidarmi, prima che
venga concesso il trasferimento, per il quale ho inoltrato domanda in agosto,
subendo proprio in quei giorni un ricovero psichiatrico coatto e abusivo,
grazie alla compromissione del mio medico.
La mia residenza è
infatti a tutt’oggi a Milano, dove vivendo sola, possono entrare in casa mia
senza ostacolo alcuno, forze di controllo di tipo illegale. E infatti la
cooperativa dove abito, il 7 dicembre scorso, ha ricevuto l’attestato di Civica
Benemerenza, da parte del comune.
E’ infatti una
cooperativa ‘rossa’, legata ai partiti di tipo parlamentare, Cosa ‘rossa’, il
Partito e governo Prodi.
In tutto il mondo
conoscono il mio caso, anche attraverso le televisioni, molti visitano Milano
proprio a questo scopo e ciò che rappresenta una violenza ingiustificabile è
che, vengo ripresa anche all’interno del mio locale e non, permanentemente, ci
sono sicuramente telecamere e microfoni, vengo ripresa sotto la doccia e sul
CESSO !!!
[Nota coordinatore nazionale AVae-m 24-12-2007
La denuncia mista a una forma di rassegnazione di un trattamento che comprende anche l'avvelenamento può essere secondo noi una condizione di chi, torturato da molti anni, poi effettivamente sviluppa anche delle psicosi; ma questo, a patto di riconoscere la tortura, e quindi che le conseguenze per la persona sono a causa di un maltrattamento, quali che siano le "cause" o "giustificazioni" di quest'ultimo, che non trova né riscontri in letteratura antica se non nelle teorie ecclesiastiche dell' "indemoniamento" - il Papa ha chiuso la biblioteca vaticana per 3 anni per questo motivo ? impedire accertamenti o nuovi "studi" di persone magari non del tutto in buona fede ? -
Le conseguenze sono comportamenti da parte della Vittima, che possono determinare un allontanamento crescente dalle persone care o vicine, e che possono anche rendere difficile il compito dell'AVae-m. Ma questo non toglie nulla al fatto che la psichiatria non è la scienza per curare le persone colpite ma è parte dell'annientamento di queste persone, Vittime appunto destinate da un rifiuto della società [basti pensare al razzismo, edonismo, nazionalismo, ed al sessismo attualmente sviluppatisi a destra e nella società grazie anche ai tradimenti di D'Alema Pansa e Violante] di lasciar vivere chi non fa parte di un gruppo o branco. Nessun torturatore deve essere giustificato.]