24 febbraio - Abbiamo appreso che Paola Sbronzeri, ns.caso censito n.33, che recentemente aveva avuto conforto alle sue denunce da una refertazione radiologica di un ospedale pubblico italiano (15 novembre 2007 Refertazione positiva per le denunce che porta avanti Paola, di una unità radiologica italiana. referto ed immagini), è stata, su disposizione di una allucinante magistratura milanese, sequestrata nuovamente in TSO a Milano Niguarda.LIBERARE PAOLA SBRONZERI DALLE SPIRE DEL NAZISMO PSIKIATRICO ! Aderire all'Appello per una nuova democrazia !
7 marzo - NOTIZIE DAL LAGER
Paola Sbronzeri di Milano, lavoratrice delle poste, è probabilmente una Vittima tra le prime del controllo mentale con mezzi invasivi sottocute in Italia, da parte di centri di potere e sperimentazione psichiatrica in Italia. Nel 1985 aveva la abitudine di fumarsi qualche spinello e sono bastati dei familiari bigotti a permettere l’inizio della violenza e tortura permanente che viene inferta sul suo corpo e sulla sua mente e comportamenti.
L’estate scorsa c’era stata una mobilitazione notevole per lei che aveva portato alla liberazione dal Niguarda nel giro di due settimane. Le era stato ordinato un TSO perché rifiutava questi attentati medici a base di bompe psicofarmacologiche, che poi sono continuate con i suoi rifiuti.
Lo scorso anno e nel gennaio 2008 ha effettuato con l’aiuto dell’AVae-m alcuni esami medici, da cui risulta come in altri casi una attività di onde theta, nonché si ha in una TAC una refertazione di due formazioni polipoidi di natura non identificata nei seni paranasali.
L’interesse economico che sta dietro queste pratiche è enorme e costituisce uno dei settori più infami della sperimentazione, se non il principale, quello sulle persone peraltro non consenzienti, costrette a “convivere” uditivamente, emotivamente, a livello di sensazioni corporee (di natura prevalentemente dolorosa), inferte allo scopo di “contenere” le persone “pericolose” o definite “border line”.
Non è chiaro quali uffici giudiziari legittimino queste pratiche, né quali altre coperture abbia il potere psichiatrico in Italia. Si sa che ogni tanto uno psichiatra viene ammazzato, o si scopre che è colluso con la mafia, o uno ne ammazza un altro, ma non dicono mai perché. Tanto, dicono, avviene in tutti i campi della società.
Adesso è di nuovo carcerata senza reato alcuno, in un repartino del Niguarda, dove queste armi immonde sono sperimentate anche allo scopo di “convincere” la “paziente” ad “accettare” la terapia.
Come si vede, non è dissimile il meccanismo e l’arbitrio, dalla Inquisizione vaticana dei secoli scorsi.
Che questa non sia democrazia lo sappiamo, ma iniziamo a non chiamare più “compagni-e” e “comunisti-e” coloro che legittimano la psichiatria. NON SONO PROGRESSISTI. NON E' VERO CHE SONO BASAGLIANI. USANO IL LETTO DI CONTENZIONE E LE PILLOLE COME ARMI CURATIVE. NON SONO PIU' MODERNI DEI MEDICI DI PINOCCHIO.
Lo si vede anche per il potere che hanno questi signori.
Il potere per esempio di tenere questi reparti chiusi a chiave, le persone in certi casi, spesso in molti casi, nei letti di contenzione.
Abbiamo su Paola Sbronzeri adesso alcune informazioni, che ci telefona per sms, dal suo numero 3348573822. Dove però se la si chiama, non arriva a ricevere la chiamata.
Fondamentalmente c’è un uso sperimentale delle terapie, in questo periodo, su Paola Sbronzeri, da parte del medico curante Gasperoni, il quale le modifica le terapie senza avvisarla prima.
Loro le hanno promesso che la dimettono se firma l’accettazione del trattamento anche una volta tornata a casa.
Ricordiamo che adesso su Paola Sbronzeri non ci sono più solo i suoi memoriali e l’appoggio da lei ricevuto dai compagni dell’antipsichiatria che si sono occupati del suo caso, (che per averla aiutata hanno subito ulteriori difficoltà), ma anche una refertazione radiologica che per noi è una conferma, una prova, non certo l’unica, del fatto che chi subisce queste torture quantomeno in certi casi, le subisce dalla psichiatria stessa.
In diretta.
Si può chiedere sue informazioni storiche a Tristano che ha seguito la sua storia da anni, al quale pure deve andare solidarietà perché ha perso il lavoro (3282774566), ed esprimere solidarietà alla casella paolalibera.mr@libero.it (mandando copia anche ad info@associazionevittimearmielettroniche-mentali.org ). Paola Sbronzeri per un periodo ha anche contribuito al lavoro della nostra associazione, ma recentemente questo, a causa del "trattamento" da lei subito, non era stato più possibile. Ciononostante abbiamo continuato a portare avanti anche la denuncia del suo caso, pensando comunque che le merde che la sequestrano avrebbero desistito di nuovo. Ricordiamo loro che possediamo tutta la sua documentazione medica e legale, e che lei non è stata mai interdetta né ha mai dato o avuto la "tutela" di alcuno e non ha alcun procedimento legale contro di lei, dato che è stata spesso in Tribunale di Milano negli ultimi mesi a farsi certificazioni che ci ha affidato.
Domani è la giornata della Donna.
Che diventi anche giornata dell’Antipsichiatria, dell'Anti-violenza sessuale e dell'Anti-pedofilia.
Paolo Dorigo
coordinatore nazionale AVae-m
(7-3-2008)