Consideriamo importante, pur nella nostra specificità,

che pochi giorni prima della mobilitazione indetta a Bologna per il 13 maggio contro le odiose e pervicaci persecuzioni di un’area politica che si richiama ai valori universali dell’eguaglianza e della dignità (al comunismo), da parte di un sostituto procuratore di Bologna, che tuttora esercita anche contro alcuni di noi forme di negazione dei diritti (restituzione carte sequestrate senza alcun titolo, negazione di risposte a denunce e querele),

sia stato emesso da Proletari Comunisti un importante appello per la costruzione di una assemblea nazionale contro la repressione a Roma.

Ricordiamo che i compagni di Proletari Comunisti e di SLAI Cobas per il sindacato di classe sono stati oggetto ad ottobre di un’altra odiosa montatura contro una organizzazione sindacale, nel corso della quale sono state perquisite anche le abitazioni di 5 tra membri e sostenitori della nostra Associazione.

Ricordiamo che il compagno anarchico Michele Fabiani è tuttora prigioniero nella sezione speciale EIV ad alto controllo tecnologico di Sulmona (AQ), per l’unico vero ed autentico reato di essere un giovane compagno ed intellettuale rivoluzionario molto impegnato nel sostegno alle denunce della nostra Associazione, e che a reprimerlo sono stati quei nuclei speciali del noto Ganzer che sin dal 1983 perseguitano pedinano controllano in maniera asfissiante e con strumentazioni sin dall’epoca altamente tecnologiche, le aree della lotta contro la repressione, tanto che sin dal 1985 procedeva ad incarcerare tanto il “mostrum” delle indagini attuali bolognesi, quanto il “mostrum” che sarebbe per loro il coordinatore nazionale della nostra Associazione.

Ricordiamo che il SRP, generato da Proletari Comunisti, nel 2006 sostenne la campagna di presentazione del libro La tortura nel bel paese, e che da allora, in quasi nessuna situazione di movimento si è più voluto parlare pubblicamente delle nostre denunce, nonostante noi si sia passati da 16 a 53 casi nel giro di questi due anni.

Ricordiamo che la legge contro la tortura fu silurata da AN e Lega nel 2003, e poi, nel 2007, dal Senato, cancellando l’unico passo avanti sotto questo aspetto verso il rispetto delle convenzioni internazionali firmate nel 1984 dall’Italia in materia, e cioè la legge passata alla Camera dei deputati nel dicembre 2006, che prevedeva anche le torture “mentali” tra quelle oggetto di grave sanzione penale.

Ricordiamo che la frase “contro ogni forma di tortura in carcere e fuori” rimanda con precisione alla decisione fatta propria da molte assemblee ma rispettata da ben poche componenti, di costituire un Coordinamento di lotta contro la tortura tecnologica E carceraria, intendendo le torture tecnologiche attuate sia in carcere che fuori.

Ordunque con questo spirito dobbiamo unire le forze.

Non esistono diritti umani che i fautori del progresso e della autentica libertà da ogni forma di sfruttamento, possano negare !

AVae-m

11-5-2008