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In piazza contro la "tortura di Stato" - - In migliaia rispondono all’appello

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reporter

L’iniziativa nasce da un appello di Camilleri, Colombo, Flores d’Arcais, Pardi e Rodotà

Piazza Farnese già gremita un’ora prima dell’inizio. Parlerà anche Beppino Englaro

ROMA - Si è riempita Piazza Farnese, in pieno centro di Roma: sono in tanti, rigorosamente senza bandiere di partito come richiesto dagli organizzatori, ad aver risposto all’appello di Micromega contro il ddl sul testamento biologico in discussione al Senato.

Emblematico lo slogan, che campeggia sopra il palco: "si al testamento biologico, no alla tortura di Stato", seguito dalla frase: "si al rispetto della Costituzione, no alla dittatura oscurantista".

"La vita appartiene a noi - sintetizza il direttore di Micromega Paolo Flores d’Arcais - non al governo nè alla Chiesa. Noi siamo per la libera scelta, c’è chi vorrà che gli le siano staccate le macchine come Welby, e chi no. In ogni caso è mostruoso che decida una maggioranza".

Se la legge passerà nel testo attuale, che vieta lo stop di alimentazione e idratazione forzate, i promotori sono pronti al referendum: "Ne va della nostra vita". "Il centrodestra - aggiunge Pancho Pardi dell’IdV - dice di essere il partito della vita perchè vuole impedire a un paziente di esprimere le sue volontà, e chiamano noi partito della morte. Ma siamo noi a tutelare la vita, la volontà del paziente e il libero intendimento di tutti i cittadini".

Nel corso della manifestazione sono previsti diversi interventi dal palco, tra cui Don Giovanni Franzoni, Dacia Maraini e Livia Ravera, ed è atteso per le 17-17.30 un collegamento telefonico con Peppino Englaro.

All’iniziativa, che nasce sull’onda di un appello firmato da Andrea Camilleri, Furio Colombo (FILO-SIONISTA), Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi e Stefano Rodotà, hanno aderito Idv, Rifondazione comunista, Sinistra democratica e Partito Radicale.

(21 febbraio 2009)