CASO CENSITO – FRANCESE – n.1

 

Ecco la mia testimonianza che ho inviato ad un certo numero di personalità e d'organismi in Francia. Gli altri organismi internazionali hanno ricevuto la versione inglese di questa lettera. Attesto sull'onore l'autenticità di tutti i fatti riferiti in questa testimonianza.

 

"VITTIMA DI MOLESTIE DOVUTE A BANDA ORGANIZZATA, E DI TORTURA CON ARMI AD ENERGIA DIRETTA, E CON ARMI NEUROLOGICHE ED ELETTRONICHE."

 

Sono un cittadino francese di 61 anni. Vivo in Francia, però ho fatto parecchi lunghi soggiorni in Italia.

Sono vittima di molestie dovute a banda organizzata, e di tortura con armi ad energia diretta, e con armi neurologiche ed elettroniche, dal gennaio 2004. Sono aggredito 24 ore su 24, sette giorni su sette e tutto l'anno  A causa delle innumerevoli peripezie del racconto, mi limito a raccontare la situazione a grandi linee.

 

Attualmente i miei carnefici m'infliggono le torture seguenti:

- Hanno fatto del mio domicilio una vera e propria camera di tortura bombardata d'energia elettronica e di microonde.

-Le microonde provocano delle vertigini, delle sensazioni d'ebetismo e dei malesseri estremi alla testa.

-Perturbare le funzioni corporee sembra essere il piacere principale dei miei carnefici.

-Aggrediscono tutte le parti del mio corpo ma si concentrano principalmente sui miei organi genitali.

-Il secondo bersaglio sono i miei intestini. Le pressioni continue e i dolori nella parte inferiore dell'addome provocano delle diarree.

-Aggressioni continue in mezzo alle gambe accompagnate "d'aculei elettrici" al sedere.

-Sensazioni di puntura e pizzicore con vampate di calore all'ano.

-Sensazione di calore intenso nel corpo o alternanza di caldo e di freddo.

-Sudorazione notturna su tutto il corpo e soprattutto nelle parti genitali.

-Dolori muscolari o crampi alle gambe. Ad ogni risveglio sono tutto indolenzito.

-Privazione di sonno. la mancanza di sonno diminuisce le mie forze.

-Narcosi forzata accompagnata da intense sonnolenze.

-Disturbi della vista, ecc;

-"Spettacolo di strada" (street theater) o molestie in banda organizzata, ad ogni mia uscita, ovunque vada.

Potrei continuare indefinitamente così. Potrei scrivere centinaia di pagine su quello che ho sofferto.

(IN PARTICOLARE SULLO "spettacolo di strada" consigliamo alle Vittime di assumere un atteggiamento sociale di resistenza attiva, di copying sulle voci, di copying sul pensiero, di reattività e minaccia, lo stato di necessità come natura giuridica, così come la legittima difesa, dovrebbero consentirvi di agire così in qualunque maniera politica la pensiate o meno. Così facendo, avranno PAURA LORO, ed eviteranno in particolare queste messeinscena - coord.naz.AVae-m)

 

Tutto è cominciato nel 2004, dopo qualche piccola lite con una vicina ucraina, in una casa per lavoratori a Parigi, dove dovevo rimanere provvisoriamente, nell'attesa di trovare un alloggio permanente. Durante l'ultimo trimestre del 2003, io e la mia vicina abbiamo avuto un rapporto d'amicizia molto buono, basato sul rispetto reciproco. Purtroppo le cose hanno cominciato a deteriorarsi a partire da metà gennaio 2004.

Siccome la mia vicina diventava rumorosa, di notte, sono andato a chiederle, molto gentilmente, di fare meno rumore. Pensavo, allora, che la situazione sarebbe ritornata normale, ma il chiasso notturno è ricominciato ancora più forte. É cercando di capire questo drastico cambiamento che ho scoperto che la mia vicina si prostituiva. Allora le feci capire che non avevo niente da ridire sulla sua attività; tutto quello che volevo era un pò di tranquillità. Siccome tutti i miei sforzi per farle sentir ragione erano rimasti vani, avevo deciso di accennarlo alla direzione della casa. Quest'ultima, ahimé, ha tenuto poco conto delle mie lamentele. Come ultimo ricorso, mi sono recato al commissariato del mio quartiere, per sporgere denuncia per chiasso notturno. Purtroppo non volevano credermi, quando mi misi a spiegare la situazione. Mi chiesero di portare le prove che la mia vicina si prostituiva,  nonostante la mia insistenza nel proclamare che non venivo per denunciare le sue attività, ma che venivo semplicemente a reclamare il mio diritto alla tranquillità. Ritornai a casa, con un profondo senso d'impotenza e nella più grande solitudine. La mia vicina continuava allegramente il suo chiasso notturno, impunemente. Tutto faceva pensare che si sentisse protetta. La situazione era diventata talmente insopportabile che, una sera, non potevo fare altro che chiamare il pronto intervento della polizia. Al loro arrivo, si accontentarono di farmi notare che non ero che un personaggio violento e eccitato, e che costituivo una minaccia per la mia vicina. Fu così che il giorno dopo, fui portato, in stato di coercizione, in una clinica della grande periferia parigina, per seguire delle cosiddette cure psichiatriche. Questo fu l'inizio del mio calvario che continua fino a questo giorno dell'estate 2007. Il mio nome e la mia immagine furono ben presto infangati nella casa e in tutto il vicinato, poiché la mia vicina si era messa a diffamarmi facendo correre la voce che sono pedofilo.

Io non sono né pedofilo, né trafficante di droga né criminale, ma tutta una cabala, compresa la mia vicina, ha deciso che devo essere un delinquente sessuale e ha, in un modo o in un altro, fatto credere al vicinato che costituisco una minaccia per loro. Insomma, da allora, sono continuamente braccato per strada e assillato elettronicamente a casa mia. É ancora e sempre, basato sullo stesso vecchio ritornello: la menzogna. La menzogna è la pietra angolare delle molestie in banda organizzata. La  "voce pedofilo" sembra ben funzionare perché i persecutori credono, a torto, che civicamente, sia proprio dover loro  distruggere colui che percepiscono come un nemico di tutto il vicinato. La partecipazione a questi maneggi procura loro un certo senso di potere.

Ho tentato, ripetutamente, presso amici, parenti, medici generalisti e specialisti di descrivere gli avvenimenti, ma, ogni volta, sono condannato a sgarbati "è tirato per i capelli", "è tutto nella tua testa". Il grande pubblico ignora totalmente l'esistenza di queste armi dette, a torto, "non letali". La più grande ignoranza e il segreto assoluto regnano intorno a queste tecnologie. Gli autori delle atrocità non si espongono a nessuna azione penale.

Oso sperare, rivolgendomi a voi, che riconosciate la fondatezza  della mia protesta, che mi aiutiate a scatenare una presa di coscienza generale, e che mi accordiate un sostegno ufficiale al mio appello alla giustizia. Sollecito la vostra assistenza per essere liberato da queste atroci catene cibernetiche. Ascoltate le grida d'indignazione di tutte le vittime e mettete fine a tutte le forme di genocidio elettronico.

 

Chiedo un'indagine, su scala internazionale, di tutti i crimini e di tutte queste violazioni dei diritti dell'uomo.

 

Vi ringrazio della vostra attenzione.

Cordialmente