Come Funzionano le Dittature Moderne
(e come le Ho Scoperte!)
Il Racconto di Alcuni Attacchi

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Prima settimana di febbraio 2008 “Uccidilo, Che E' Solo Un Bastardo”

Qualcuno sostenendo di controllare gli estintori dell’ascensore chiede di andare in solaio, mia madre che ha la chiave lo fa salire, invece rompe una tegola sopra la mia stanza da letto.
Qualche giorno dopo ero nella stanza da letto per un riposino dopo mangiato, quindi sento confabulare animatamente il mio vicino, che è il denunciante, con un terzo soggetto (che è il MISTER X la cui voce è udibile nel capitolo I Miei Persecutori e i Loro Alleati), che si pone come amico consigliere, che sto facendo le registrazioni dei rumori che questo produce. Sento subito urlare MISTER X: “Uccidetelo è solo un bastardo!”
Qualcuno armato passa per i tetti e all’improvviso mi sento come se fossi sotto un sole fortissimo, quindi fuggo, mi metto un asciugamano bagnato sulla testa e rientro nella stanza e sotto il fuoco incensante del laser, sbaracco io il mio computer per evitare che il mio lavoro letterario sia perso.
Accuserò un forte dolore alla scatola cranica per qualche settimana.
In solai trovero un buco sui pannelli isolanti in corrispondenza della tegola rotta, stupidamente non scattò nessuna fotografia.
Non chiamo neanche la Polizia poiché non capivo ancora la debolezza del mio nemico che con queste armi avrebbe potuto friggermi prima di parlare con chicchessia, quindi preferii temporeggiare.

Una storia incredibile ossia come provare il falso: “il Gufo”

Questo fatto incredibile e surreale è una storia realmente accaduta nel 2008.
I persecutori dovendo dimostrare la mia pazzia hanno inventato una trappola originale e assai bizzarra.
Io avevo l’abitudine di andare qualche volta nel parco tra via Sidoli e via Pio VII a fare una passeggiata, i persecutori hanno quindi preparato una trappola e hanno atteso come i ragni che cadessi nella tela.
Un giorno, come altre volte avevo fatto, vado al parco e passo nel punto dove è posata, da molto tempo, una giostra per i bimbi (come si vede in foto), quindi sento un gracchiare anomalo, infatti, era una registrazione emessa da una cassa acustica posata su un albero (come si vede in foto), ivi c’era anche un gufo meccanico che comincia ad agitare le ali con il tipico moto artificiale, come i pupazzi che possiamo vedere nei Luna Park quando si va nella casa degli orrori.


FOTO PROBATORIA FOTO PROBATORIA FOTO PROBATORIA

La cosa è strana e divertente, allo stesso tempo incomprensibile. Il tutto fu ovvio un attimo dopo, infatti, nascosto nella giostra per i bambini, c'era un’arma a trasmissione diretta dell’energia, che mi colpisce alla testa con un raggio ad alta intensità, obbligandomi a fuggire immediatamente.
È ovvio, che qualcuno avesse filmato la scena e poi la consegnava ai sanitari (che essendo o idioti o corrotti hanno preso la cosa sul serio) per farmi passare per un pazzo disturbato dal canto degli uccelli, infatti, più volte è capitato che mentre passeggiavo per strada, ho incontrato delle ambulanze parcheggiate abbinati a canti artificiali di uccelli, che sono facilmente distinguibili, poiché il canto artigiane è metallico e stridulo e ovviamente non si vedono gli uccelli responsabili del canto.
È quindi dimostrato dall’esperienza che alcuni psichiatri sono dei dottori e dei perfetti idioti, poiché hanno creduto a una burla di questo tipo, oppure sono solo una classe di delinquenti corrotti!
Lascio a voi un giudizio in merito.
Il mio giudizio è che non è sano e assolutamente sconsigliabile mettere la propria salute in mano a questi dottori.

La notte dell’11 febbraio 2008 “Attacco Massiccio”

Costretto a svernare fuori di casa poiché con i laser mi impedivano di dormire a casa mia, subisco un attacco massiccio.
L’attacco inizia sulla linea del due, giacché era inverno, mi riparavo sui mezzi pubblici per stare al caldo e riposarmi un po’ prima della cessazione del servizio.
Avverto un acuto dolore al polmone sinistro, l’attacco era portato da una macchina che seguiva il bus, quindi scendo per fuggire, contemporaneamente un gruppo misto di uomini e donne in totale cinque, scende alla mia fermata. Erano degli ovvi complici dal loro comportamento anomalo e non naturale e poiché mi osservavano con fare strano, quindi scendiamo alla fermata e questi si allontanano con passo lesto sparendo subito alla vista, sparpagliandosi.
Io m’incammino e sono di nuovo attaccato, da vari mezzi commerciali sempre di colore bianco e anche dai mezzi pubblici che incrociavo, cerco di fuggire ma sono ovunque. Mi rifugio in un bar, riparandomi dietro a un frigo pieno di bibite che mi facevano da schermo.
Faccio chiamare un taxi e mi reco all’ospedale Martini di Torino, per fare una lastra ai polmoni e verificare un eventuale danno, invece sono costretto in una stanza, dove dai piani inferiori e dal medesimo subisco numerosi irraggiamenti e poi non verificano le eventuali lesioni e mi rinchiudono in psichiatria.
All’ospedale mi faccio portare il computer così continuo a scrivere l’Opera, sono anche memorizzate le registrazioni audio del vicino; una notte mentre dormo sedato, benché la borsa contenitrice fosse chiusa con il lucchetto, lo aprono e cancellano le prove sul vicino che rumoreggiava a posta, atto inutile perché erano già state consegnate all’avvocato difensore, per fortuna chi ha operato era un bell’ignorante, quindi sposta solo i file nel cestino e non lo svuota, quindi riesco a recuperare il tutto.
Riesco fare una schermografia e una TAC alla testa solo dopo notevoli insistenze. Non mi si misura la pressione del sangue, sicuramente perché sanno che sono colpito con armi a trasmissione diretta dell’energia che alzano moltissimo la pressione del sangue, tante è vero che mia madre si porterà lo strumento da casa e così potrò fare un controllo, né mi chiederanno mai perché ogni notte dormivo con un asciugamano bagnato intorno alla testa, cosa che non fa nessuno, che serviva a proteggermi dai raggi ed evitare il surriscaldamento del cervello causato da queste armi.
È in quest’unica occasione, che hanno la possibilità di compiere l’atto più infame di tutta la storia, infatti, solo qui possono aver fatto l’operazione per innestarmi un chip nell’area visiva del mio cervello e vedere tramite i miei occhi cosa faccio e rubare i mie sogni notturni.

Esistono bastardi più grandi?
Un giorno loro pagheranno a causa mia o per mano di altri, perché la liberta è sempre stata la causa delle guerre più violente.

La notte tra il 17 e 18 giugno 2008 “l’Orda Inizia a Ripiegare”

Impossibilitato a dormire a casa a causa del laser, mi reco a casa del mio amico signor P in via Colombo a Torino, che era via per motivi privati, avendo le chiavi quindi né approfitto per cercare rifugio in un luogo diverso.
Schiaccio il pulsante dell’ascensore e mi rendo subito conto che non è una mossa utile, infatti, dalla porta al piano terra, che appartiene al negozio adiacente, fuoriusciva un raggio fortissimo e caldo decisamente insopportabile.
Entro in casa e una voce femminile dal piano superiore mi dice: “Benvenuto Romolino”.
Non ci bado e mi preparo a dormire, quindi inizio con il solito rituale: aspirina, magnesio, vitamina C e un asciugamano bagnato in testa per evitare che a causa dei raggi si surriscaldi.
Mi sdraio sul divano in salone e spengo le luci.
Inizia una tempesta di raggi a forte intensità e stretti che penetrano come lame, provenienti da tutti lati ma principalmente dal piano di sopra, è una squadra completa all’attacco, vanno avanti così per ore senza sosta, mi metto asciugamani bagnati per tutto il corpo per lenire gli effetti e il dolore e l’irruenza dei raggi.
La situazione si fa insopportabile, cerco di pensare a una soluzione per poterli contrastare, mi concentro, passa il tempo poi un lampo di genio è penso: “in fondo è solo della luce!”.
Mi alzo, vado in lavanderia e stacco lo specchio dal muro, quindi inizia un mach stile ping pong, cercando di riflettere i raggi contro gli aggressori.
Comincio a sentire qualche “hai”: il sistema funziona, si fanno meno aggressivi. A un certo punto sento una voce maschile baritonale: “Ehi state attenti” poi si schiarisce la voce.
L’attacco cessa immediatamente, avevo colpito il capo squadra che incazzato ordina la ritirata!
Non subirò mai più un attacco di questo tipo.
Mi attaccavano, costantemente anche per strada utilizzando furgoni sempre bianchi, solo che capiscono che gli ho identificato la tipologia di mezzo e cominciano a usare auto comuni.
Dopo il 18 giugno 2008 inizio girare con uno specchio in una borsa e quindi a ogni attacco gli affronto, determinando la loro repentina fuga, non cesseranno mai gli attacchi in strada ma si faranno più cauti e meno invasivi e più celati.

Qualche giorno dopo

Sono a casa mia e iniziano a tempestarmi con i soliti laser dal piano di sotto. Poi sento un fuggi, fuggi generale, e urlano: “E’ un pazzo come fa a vivere tutti i giorni con questo schifo, è una cosa insopportabile”.
Avevo staccato lo specchio dal mobile è messo sotto il letto, quindi sparandomi, si sono auto colpiti; per un po’ non mi daranno più fastidio.
Riescono a superare il problema e nonostante lo specchio vengono di nuovo colpito dal piano di sotto.

Dopo la metà di Giugno 2008 “Il Tentato Omicidio”

Nell’estate del 2008 cercano concretamente di uccidermi con le armi raggianti, dopo i vari infruttuosi tentativi d’investimento, che avviene nel mio domicilio in una giornata caldissima, sempre dal piano sotto il mio.
Mi sdraio dopo il pranzo quindi cerco di prendere sonno, poi sento un caldo opprimente e una forte radiazione arrivare da sotto, sento dal piano inferiore confabulare ma non capisco bene quel che dicono, sono troppo stordito, le forze cominciano a mancarmi, capisco che qualcosa non funziona quindi con un notevole sforzo riesco ad alzarmi e cerco il più velocemente possibile di rivestirmi, sono invece lento come una lumaca completamente stordito e con uno sforzo estremo fuggo da casa, salvandomi.
Qualche giorno dopo una donna, è palesemente un’inseguitrice, sulla linea tre, nei pressi di porta palazzo, era seduta aveva delle fotocopie sulle gambe come se dovesse studiare che invece non le considerava, guardando fuori con uno sguardo smarrito. La cosa anomala m’incuriosisce mi pongo alle sue spalle e sbircio i fogli. Erano copie di un testo di medicina che spiegava gli effetti tossici dei colpi di calore; è di certo un avvertimento o una minaccia, la donna m’informava che volevano uccidermi in quel modo approfittando della calura estiva, quindi cerco rifugio da mio amico P. per il periodo estivo, evitando la congiura assassina attraverso un ignaro testimone.

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