COMUNICATO STAMPA AVae-m

PROCESSO A PAOLO DORIGO IN BOLOGNA, 19-GIUGNO-2008

UNA QUESTIONE DI DIRITTO NEGATO E UNA QUESTIONE POLITICA

 

Il 19 giugno si riaprira’ il processo per l’azione diretta a colpire la base USAF di Aviano avvenuta il 2-9-1993 e reati connessi, contro il compagno Paolo Dorigo.

 

Il silenzio stampa quasi totale ha coperto la sua vicenda dopo che con la lotta ottenne di poter effettuare agli arresti domiciliari gli accertamenti clinici che in carcere gli negarono, tra il 2002 e il 2005.

 

In sintesi ripercorriamo la vicenda giudiziaria.

 

La Corte d’Appello di Bologna lo ha scarcerato applicando nella giurisdizione italiana una sentenza CEDU (9.9.1998), con sospensione dell’esecuzione della pena, dopo 12 anni 4 mesi e 20 giorni di detenzione.

 

 

Ricordiamo che Dorigo sconto’ quasi per intera la pena, senza mai chiedere benefici come giorni di liberazione anticipata, affidamento in prova al servizio sociale, grazia, ed anzi rifiutandoli quando avanzati dal Ministero della Giustizia come ‘soluzione’, e la sconto’ in relazione ad un procedimento nel quale le regole processuali furono inapplicate in nome del decreto Scotti-Martelli del 1992.

 

In precedenza Paolo Dorigo e’ stato detenuto senza giusta causa per quasi altri 3 anni, sempre con accuse legate ai cosiddetti ‘reati associativi’ coniati dal fascismo e fatti propri dalla politica della ‘solidarieta’ nazionale’ nel 1979/1980.

 

La Corte di Cassazione, prima sezione, il 1 dicembre 2006 ha confermato questa interpretazione, sancendo per la seconda volta, dopo analogo caso di violazione dell’art.6 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, che la sentenza CEDU fa testo e si puo’ procedere alla revisione chiesta nel frattempo dalla difesa di Dorigo.

 

Nell’agosto scorso, dopo il naufragio senatoriale della legge contro le torture anche psicologiche e mentali, emanata dalla Camera dei Deputati nel dicembre 2006, non ha avuto seguito anche il Disegno di Legge del 2 agosto 2007 del governo Prodi onde legiferare in materia di revisione per questi casi.

 

La Corte Costituzionale, pronunciandosi su un altro collaterale procedimento, inventato non a caso dalla Procura di Udine, la stessa sede giudiziaria condannata dalla CEDU per il procedimento di Aviano, (Corte Costituzionale retta dall’ex ministro di giustizia Flick), ha invece recentemente assunto una posizione pilatesca sulla vicenda, rimandando la decisione al ‘Legislatore’ italiano, latitante dal 1998, e dichiarando di non essere attuabile a suo parere la revisione.

 

Tuttavia la revisione e’ stata chiesta in altro contesto dalla difesa ed accolta dalla Corte di Appello di Bologna e dalla Cassazione, e ora si procede.

 

La questione di Diritto negato e’ quindi legata come hanno capito i numerosissimi giuristi italiani che recentemente si sono misurati sulla questione in sede Accademica, alla effettuazione o meno della revisione processuale.

 

 

La questione Politica e’ legata al fatto che Paolo Dorigo e’ tuttora sotto controllo ed interferenza mentale, e quindi la sua e la nostra lotta viene portata occultamente dentro le aule di un Tribunale per altri motivi da quelli di cio’ che noi denunciamo, legati tuttavia in qualche modo alla dimensione Umana della Societa’, se a Comandare nella Societa’ debbano essere i Militari (per quanto ‘smilitarizzati’ a parole) o la Societa’ Civile stessa.

 

Una questione non da poco, che passera’ certamente sotto silenzio, dato che nemmeno le refertazioni radiologiche che l’AVae-m ha prodotto in 3 anni di lavoro e 53 casi di cittadini sotto tortura tecnologica, hanno avuto quel rilievo mediatico che la questione merita, e che portera’ una quarantina di Associazioni europee ed extraeuropee a manifestare di fronte al Parlamento Europeo ed al Consiglio d’Europa i prossimi giorni 6 e 7 luglio.

 

Al contempo la questione Politica e’ legata sia alla corposa sensazione che oggi Giustizia e Carceri siano comandate occultamente dai servizi deviati, ma anche alle vere e proprie azioni trasversali di rappresaglia che settori della magistratura stanno attuando contro l’AVae-m e la lotta di Paolo Dorigo: ci riferiamo alla morte senza giustizia nonostante le sue numerose denunce, di Paolo Sacchetto, editore di Feltre, caso censito di cittadino torturato dall’AVae-m, noto editore la cui morte e’ stata totalmente silenziata sin da un anno, ci riferiamo alla detenzione perdurante di Michele Fabiani, ci riferiamo all’affossamento del processo intentato da Maurizio Bassetti, ci riferiamo alla detenzione ingiusta e perdurante di prigionieri non comunitari all’interno dei CPT, per i quali il carcere ha riconosciuto un’identita’, ma non le Questure.

 

La questione Politica dell’impossibilita’ per una Societa’ Civile di definirsi tale in presenza di questi trattamenti e di questa ingiustizia, e’ parte della questione generale che le masse stanno difficilmente iniziando a comprendere in questo paese.

 

L’AVae-m fa la sua parte e la fara’ sino in fondo, senza cedere ad alcun ricatto, violenza, rappresaglia o cedimento.

 

18/6/2008