Da: Maurizio B. di Bologna

Ad: Associazione Vittime armi elettroniche-mentali

29-8-2007

... CONCETTO NON PIU' VERO

"... entri in casa e chiudi fuori il mondo..." (da Arte e tecnica dei serramenti)

 Questo messaggio sublimale si ricollega a ciò che nei millenni si è codificato nel DNA dell'uomo: quando ti senti in pericolo la miglior difesa è asserragliarti nella tua dimora.

Questo era vero fino a che non sono arrivate le armi elettroniche che colpiscono anche attraverso i muri !

Per chi è perseguitato con queste armi il chiudersi in casa significa facilitare il lavoro di chi deve colpirlo.

La miglior strategia di difesa è non permettere all'attaccante di avvicinarsi non visto ma non è facile trovare una dimora circondata da una distesa d'acqua od in mezzo ad una grande pianura od in un deserto od in cima ad un cocuzzolo senza alcunché nelle vicinanze.

Occorrerebbe anche riuscire a non dormire mai per non dare la possibilità di avvicinarsi tanto da farci del male.

Il mondo è cambiato, l'uomo no !

IMPARARE DALLA STORIA CHE SI RIPETE

Varini Franco è un "sopravvissuto ai lager. Liberato nella primavera del 1945 a circa 19 anni, Franco tornò a casa e si chiuse nel silenzio, non narrò la sua storia nemmeno alla donna che sposò pochi anni dopo, nel 1951.

Il mutismo era giustificato da più di una ragione.

- Allora cos'era realmente accaduto nei campi di concentramento non si sapeva ancora bene" [i giornali inglesi ed americani non pubblicavano le notizie che portavano transfughi ebrei circa i lager e lo sterminio di dissidenti ed ebrei, zingari, omosessuali, islamici, ecc.] "in tanti non capivano e ti prendevano per matto se raccontavi. - E c'era anche un motivo: -Ci avevano annientati; ognuno singolarmente, viveva per sopravvivere. E quindi la morte alla quale ci si trovava ogni giorno era diventata normalità."  da PORTICI, periodico della Provincia di Bologna

Non sembra anche a voi di riscontrare una terribile analogia tra la tortura dei campi nazi con la tortura tecnologica di oggi ?  C'è sempre somiglianza tra tutte le torture !   Cambia la tecnologia ma gli effetti della tortura e dell'ingiustizia restano sempre quelli.

E' importante notare ed imparare la tecnica di autodifesa messa in atto da questo sopravvissuto, privato per lungo tempo dei suoi diritti civili e non difeso da chicchessia: tacere !

Dobbiamo imparare a delimitare dentro di noi il problema della tortura e dell'ingiustizia e ricrearci il più possibile nuove relazioni con persone che non sanno cosa ci accade. [Non è l'opionione di Paolo: l'ipocrisia è sovrana in questo regime, e se siamo torturati è perché non siamo ipocriti; diventandolo, facciamo proprio il loro gioco; il che non significa non doversi ricreare nuove relazioni, giusto, ma avvertendo e comunicando a tutti i nuovi amici e colleghi di impegni e lavoro, la nostra condizione, se poi a qualcuno non piace oppure non ci crede, non è un amico, pazienza, siamo sette od otto miliardi nel mondo !]  Questa è la ricetta per sopravvivere, è la prima forma di difesa che dobbiamo apprendere. Avremo meno occasioni di soffrire per la rabbia che monta nel ricordare le ingiustizie subite e per dover vivere in una società che non meritiamo e che non ci merita.

Farci conoscere come persone "normali" ci può permettere di vivere rapporti sociali "normali" e di non fare il gioco del nemico, che fa già tutto il possibile per screditarci e farci credere fuori, di solito la calunnia è parallela alla tortura, perché se riuscisse nel suo intento potrebbe farci impunemente tutto quello che vorrebbe a vita !  [La vita può essere normale anche se diciamo agli amici ciò che ci succede. il punto è sottrarci o distrarci quando gli amici parlano di cose troppo personali o riservate, inoltre essere, sforzarsi di essere, di condurre una vita normale, nonostante ciò che si subisce: questa è la tattica di Paolo rispetto alla normalità, senza appunto censurare a terzi la propria condizione ma senza imporla come determinante in ogni momento] 

Evitiamo l'autogol ! Amiamoci facendo in modo di mantenere il nostro lavoro o sapendo trovarcene un'altro tacendo quanto ci accade. La nostra capacità di continuare a far parte della società civile, [quale ?]    di quella di coloro che sono considerati "normali"   [fiction in realtà, di problemi psichici si dice ne soffrano milioni di persone in Italia, delle quali solo poche migliaia poi hanno problemi effettivi superiori a quelli di decine di milioni di cittadini lavoratori, pensionati, invalidi, handicappati, giovani, disoccupati, precari, ecc.]    è la nostra difesa di maggior valore strategico    [il saper stare, non il non dire, che invece turba le coscienze dei coscienti, perché intanto dà tempo al nemico, perché ritarda comunque la coscientizzazione dell'insieme della popolazione sul tema]    ...

[Poi Maurizio dà un commento sulla battaglia di Paola, che non condividiamo e che non è ben spiegato. La battaglia di Paola Sbronzeri è stata gestita come si poteva, da parte sua, ma non era lei, in TSO, a doverla gestire per prima, e non era casuale la scelta del mese (agosto) e delle forme (con copertura familiare) della gestione "sanitaria" dell'occultamento della tortura. è la vigliaccheria della "sinistra che sinistra non è" a buttare nel braciere la gente con le sue storie, senza alcuna difesa che il gesto eclatante; gesto eclatante che peraltro Paola, che è in gambissima, non ha compiuto]