Dal sito perdigiorno delle barbefinte italiane (ex sisde ora asis) la seguente sequenza di perle ipocrite sull’utilizzo della tortura tecnologica e del controllo mentale su esseri umani

UNA PREGHIERA AL PAPA: UNA ENCICLICA CONTRO I SERVIZI SEGRETI GRAZIE MILLE GRAZIE GRAZIE GRAZIE

 

Il FORUM

"Internet - Intelligence"
lo spettro di una cyberwar

a cura di Umberto Rapetto e Roberto Di Nunzio

 

pubblichiamo qui con 4 brevi interpretazioni ed evidenziazioni, le risposte ad una delle domande presenti in http://www.sisde.it/Gnosis/Rivista14.nsf/ServNavig/57

 

Il cervello umano continuerà ad essere il vero processore di qualunque problema da risolvere?

Roberto Vacca    (GENETISTA?)

Certamente sì. Il cervello, però, non è un organo immutabile i cui comportamenti sono determinati ineluttabilmente dal DNA. La nostra mente si modifica in base all'esperienza che notoriamente influisce sulla stessa struttura cerebrale. Cresce il numero e la complessità delle sinapsi nei cervelli di chi ha più esperienze e acquisisce cultura più variata. La cultura è la base di ogni attività umana positiva. I media e le scuole vanno arruolati per diffondere criteri di giudizio su attività, formazione, impieghi del tempo, per mostrare le rovine causate da vandalismo (anche informatico) e da esasperazione ideologiche. Vanno formati missionari per diffondere posizioni edificanti in Italia e all'estero. Va rivisitata la filosofia (efficace nella II Guerra Mondiale) del PWB, Psychological Warfare Branch. Tale filosofia va usata per demotivare le follie violente derivate patologicamente da ideologie in origine meno virulente. Queste sfruttano strumenti moderni (dai missili, agli attacchi cyber, ai kamikaze, alla guerra batteriologica) e trasgrediscono proprio i principi talora sani e condivisibili delle loro ideologie o religioni.

Andrea Aparo    (NAZISTA?)

No. Non è il vero processore. Non lo è mai stato. Il cervello umano è il sistema di programmazione di qualsiasi attività, intelligence compresa. Sempre di più si farà uso di sensoristica intelligente, macchine esageratamente potenti, algoritmi esoterici al limite della magia. Il cervello umano serve a programmare il lavoro e ad interpretare i risultati. In queste due funzioni è insostituibile.

Ferrante Pierantoni     (INTERESSATO!!)

Io invece dico: "certamente sì", ma aggiungo che deve essere tempestivamente integrato da tutti gli strumenti che lo sviluppo tecnologico gli metterà a disposizione. La sfida che abbiamo di fronte è di riuscire a vedere immediatamente - in realtà ad accettare immediatamente - quello che gli strumenti che oggi abbiamo e che non abbiamo mai avuto in precedenza, provano a dirci. É molto difficile e faticoso accettare di cambiare le idee che ci siamo fatti o che ci sono pervenute attraverso i millenni.

Roberto Di Nunzio

Ancor una volta concordo e pienamente con Pierantoni.

Corrado Giustozzi       (TECNICISTA)

Senza dubbio. La disponibilità di sistemi automatici non deve far trascurare l'importanza dei sistemi tradizionali e soprattutto il valore del giudizio di un analista esperto. La tecnologia, per quanto sofisticata, non può e non deve sostituirsi all'esperienza ed alla sensibilità dell'analista umano: i sistemi automatici possono dare infatti un ottimo supporto alle decisioni, ma i risultati da essi forniti non devono essere accettati in modo acritico. Essi devono invece essere verificati attentamente e valutati nel quadro più generale che tutte le altre fonti informative possono fornire.
Non è corretto pensare di poter basare le decisioni sui risultati di processi di analisi interamente automatici. Le correlazioni automatiche possono fornire, al più, indizi o suggerimenti, in numero considerevole e persino di buona qualità: ma è solo la mente dell'analista che può stabilire quanto essi siano significativi e quale sia la loro reale portata
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