Fonte: http://www.infolatte.it/salute/latte_pus.html
LATTE E PUS
Le mucche, negli allevamenti
intensivi, sono costrette a produrre una quantità di latte pari a 10 volte
l'ammontare di quello che sarebbe necessario, in natura, per nutrire il proprio
vitello. Le mammelle enormi, quando in piena attività, possono produrre più di
40 litri di latte al giorno. Sono tese, pesanti, dolenti. Non sorprende che ogni
anno un terzo delle mucche sfruttate nei caseifici soffra di mastite (una
dolorosa infiammazione delle mammelle, che viene curata con antibiotici).
Ma non solo di questo soffrono le mucche: tutti gli animali d'allevamento sono
animali poco sani, in quanto tenuti in condizioni di sofferenza, e matenuti "in
salute" (si fa per dire) solo grazie alla gran quantita' di farmaci e
antibiotici mescolata ai mangimi. Il latte di mucca, quindi, e' un liquido ben
poco sano, che contiene:
- farmaci di vario genere, che sono addizionati al mangime, e che si accumulano
nelle loro carni, e nel loro latte;
- erbicidi, pesticidi, usati per coltivare i mangimi per gli animali (si
accumulano nel corpo degli animali);
- sangue, pus, feci, batteri, virus.
Il pus passa nel latte assieme alle altre sostanze ed e' stata stabilita una
normativa comunitaria che definisce quanto pus può essere ammesso nel latte
senza, secondo loro, avere danni alla salute. Secondo la direttiva, in un
millilitro possono esserci fino a 400.000 "cellule somatiche" - il nome
scientifico per indicare quello che comunemente e' chiamato "pus" - e un tenore
di germi fino a 100.000. In un litro quindi ci possono essere 400 milioni di
cellule di pus e 100 milioni di germi.
Questi limiti sono indicati nella Direttiva Europea 92/46/CEE recepita dal
DPR 14.01.1997 N. 54
Buon appetito...
27.4.2009