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M.G.
15-05-2006
(Donna, oltre 50 anni,
buona cultura, nord Italia)
Il mio caso M.G., sorge
quando mi rendo conto, un anno dopo un intervento chirurgico nell’Ospedale
Civico della propria città, eseguito nel 1991, cui ero stata sottoposta su
richiesta della famiglia per dissidi familiari, onde essere messa sotto
controllo mentale, con l’aggravante di abusi e sofferenze fisiche.
Sono seguiti un
decennio di ricerche presso tutti gli istituti medici e culturali di Bologna
ricevendo solo risposte negative “sulla possibilità che in Italia possa
esistere una tale tecnologia da fantascienza”: e finalmente tramite internet
nel 2005 sono approdata ad Aisjca
dove ho potuto conoscere l’esistenza di queste tecnologie e poi della Avae-m.
Foto
di lastra evidenziante microchip nell’orecchio sinistro (scansione Aisjca)