Paola Sbronzeri dopo decenni di
tortura continua ad essere seviziata.
Ha anche subito un licenziamento, costruito con la solita
goccia quotidiana di mobbing, quella che spesso
conduce persone a reagire uccidendo vicini, parenti, datori di lavoro od altro.
Questo risultato è stato raggiunto anche definendola “psichicamente
labile” da parte di compagni. Queste definizioni sono non da compagni, ma da
gente che pensa alla politica solo in senso di potere sugli individui,
confondendo il problema del potere proletario con la deviazione delle abiezioni
contro la persona singola.
MEMORIALE
Da alcuni giorni subisco
tortura di tipo sessuale fisico, praticata con mezzi tecnologici, a distanza,
dice il torturatore, forse rapporti di tipo sessuale con mezzi virtuali
e quindi collegati sensorialmente all’esperienza di
terzi, forse più uomini e probabilmente alloggiati momentaneamente negli
alloggi a fianco al mio.
Il torturatore stimola i miei organi sessuali, ghiandole e
parti interne, allo scopo di suscitare desiderio ed eccitazione erotica.
Ho raggiunto dopo quattro giorni un orgasmo che i torturatori
hanno interrotto, perché ciò corrisponde al tipo di tortura che praticano e cioè il rendere difficile il verificarsi dell’orgasmo, che
loro vogliono dimostrare essere premio e fine nel rapporto sessuale, ovviamente
secondo la solita visione borghese e cattolica, che vuole con questa tortura
dimostrare loro siano in grado di umiliarmi e denigrarmi, facendomi provare
vergogna e senso di colpa. La voce del torturaratore appare ad esempio grottesca e
sottolineano come tutti non pongano attenzione a ciò che accade,
inserendo false voci dalla strada che si percepisco acusticamente, volendo
vanificare il lavoro di ricerca di solidarietà, anche dell'associazione vittime.ad esempio.
Stimolano il cuore sovreccitandolo e la respirazione
rendendola difficoltosa, quasi mi minacciassero di
morte ed eventualmente simulare un piacere che non provo.
Mi inducono con queste pratiche di
sollecitazione a restare sdraiata nel letto a lungo, quasi subissi una violenza
di tipo personale.
Sono sicuramente ricollegabili al mondo della medicina e
quindi hanno dati esatti sulle mie reazioni, in relazione al
piacere e se ne servono proprio al fine di stimolare ed eccitare i miei organi
sessuali.
Cercano la mia compiacenza, attraverso lusinghe e
suggerimenti di cui servirmi verso i torturatori, poiché ormai sono solo in
grado di sottoporre a violenze,terrorismo e a subire i
loro reati, cioè le uniche armi di cui dispongono attualmente ove e da parte di
coloro per cui la rieducazione non è prevista, generando infatti con il
terrorismo in generale, verso il proletariato, coscienza di quanto viene subito
e suscitandone la reazione.
Stimolano l’ eccitazione
proiettando immagini e con monologhi e psicodrammi che percepisco
acusticamente, anche da parte di torturatori donna, che commentano ciò che
fanno e ciò che io subisco:
loro li chiamano rapporti sessuali a
distanza di tipo virtuale, ma la definiscono violenza carnale, che compiono
sulla mia persona a scopo politico.
19.3.2009