TUTT'ALTRO CHE QUALUNQUISTI

Mentre scorrono nei canali televisivi le immagini di un improbabile pieno successo berlusconiano, le ammissioni della natura politica (non solo del precedente 15 e passa % di astensioni, ma anche del 4 in più di questa occasione) del non voto (mancando comunque per ora i dati di bianche e nulle) sono tutte volte a dipingere il quadro della debacle del revisionismo togliattiano e post-togliattiano, FINALMENTE, specie ora che si era alleato con improbabili alte coscienze ecologiste più vicine alle modalità politiche borghesi dei “radicali” che a quelle del movimento dei lavoratori.

Le televisioni NON danno i dati di Amato (28.000 sezioni su 60.000) e intanto danno le proiezioni del Senato, per quello che si capisce la differenza è tra il 47,7% e il 43,2% o giù di lì, su una differenza di proiezioni del 9%, un 4,5% in + o in – potrebbe significare un probabile equilibrio tra le due coalizioni principali (berlusconi+fini+bossi e veltroni+di pietro) al senato, e forse addirittura un minimo prevalere veltroniano alla camera.

Il punto però non è questo.

C’è innanzitutto il sistema merceologico delle demoskopee, che alimenta tutto l’andazzo politico di ogni legislatura, e che estranea ancor maggiormente di quanto non sia, dal territorio al virtuale, le idee e le metodologie della “politica”.

La sconfitta comunque dicevamo è fortunatamente anche della compagine apertamente fascista, per quanto ci riguarda invece notiamo con piacere che il minoritarismo è bertinottiano e non nostro, che le “coalizioni” dall’alto sono metodo borghese e non di classe, che una sinistra autenticamente democratica e rivoluzionaria, che si costruisce dal basso, dal mondo delle necessità e delle ingiustizie, delle sofferenze e delle verifiche pratiche,  trova conferma del proprio spessore e “bacino” politico nell’astensionismo, tutt'altro che qualunquista.

Per quanto riguarda poi i partitini di Ferrando e Turigliatto, se fossimo stati nel 1976 con la proporzionale, ancora ancora qualche possibilità ce l'avevano, ma con questo sistema elettorale, assurdo partecipare legittimando il neofascismo dei sistemi maggioritario e misto maggioritario con quote proporzionali e con premi di maggioranza, passato a partire dal referendum del Segni jr. nel 1992.

E contiamo nella "sconfitta" probabile del polo borghese "illuminato" rispetto al polo borghese reazionario, i 2 milioni almeno di lavoratori sfruttati e le loro famiglie, che, immigrati, non hanno diritto di votare qui né tantomeno hanno il potere di "votare" lì, da dove vengono !

(h.19:06 14-4-2008)