www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org

www.avae-m.org

 

DALLE SOSTANZE MORTALI ALLE PRATICHE INVASIVE DI CONTROLLO ED ANNIENTAMENTO: EPOCA DOPO EPOCA, LA STESSA MINESTRA

Intervento di Paolo Dorigo al Convegno AEA di Venezia 27-5-2006

 

Le classi lavoratrici ed i loro rappresentanti più sinceri sono sempre state esposte alle sostanze più nocive ed alle pratiche repressive più nefaste. Le lotte contro la nocività e lo sfruttamento in fabbrica che si sono sviluppate sin dal 1968 a Marghera hanno nella Vs. Associazione Esposti Amianto un filo di continuità in cui mi riconosco, avendo fatto la mia parte negli anni settanta nel Comitato Operaio del Petrolchimico. Così come mi riconosco negli interventi dei compagni operai che mi hanno preceduto circa tutti gli aspetti di cui al presente convegno e tematica.

In questo convegno voglio portarvi notizia di una realtà che mi trovo a vivere direttamente da 4 anni e su cui media e magistratura non vogliono intervenire, così come in Italia si continua a latitare circa la legiferazione contro la tortura, per quanto se la magistratura volesse intervenire, potrebbe già farlo con i reati di violenza privata, tentato omicidio ed istigazione al suicidio ed altri.

L’Avae-m ASSOCIAZIONE VITTIME armi elettroniche-mentali si è costituita in Italia nel settembre 2005, pubblicizzando la propria attività in due siti omonimi (www.avae-m.org  e www.associazionevittimearmielettroncihe-mentali.org)  in seguito al lavoro di denuncia di Paolo Dorigo, attuato dapprima in detenzione con numerosi scioperi della fame, quindi in detenzione domiciliare, ora in libertà, e quindi al rapporto che si è venuto a stabilire con Paolo da parte di diversi cittadini-e italiani-e di ogni parte del paese, che subiscono attacchi permanenti di natura psicotecnologica, attuati tramite strumenti invasivi (elettrodi) posti fraudolentemente sottocute alle persone colpite, oppure attuate tramite mezzi di attacco ad ultrasuoni a distanza.

·                Uditiva

·                Subliminale

·                Di attacco ed offesa (psicodramma) psichico

·                Di tentata ipnosi

·                Di interferenza onirica

·                Fisiologica

·                Di impedimento al sonno

·                Di debilitazione complessiva ed addirittura invalidante in certi casi

 

La tipologia di queste pratiche che vengono attuate sia con mezzi invasivi ricetrasmittenti (ICT Implants nella descrizione che ne è data nella dichiarazione scientifica di denuncia e rifiuto di queste pratiche, dal Prof.Stefano Rodotà e dal prof.Rafael Capurro – Ethical Aspects of ICT Implants in the Human Body, 16-3-2005 allegato all’European Group on Ethics in Science and New Technologies to the European Commission) sia con mezzi tecnologici ad ultrasuoni sparati a distanza sul soggetto da colpire, è stata documentata di recente nel volume LA TORTURA NEL BEL PAESE a cura di Romano Nobile (ARES 2000 di Roma), con prefazione del Sen.Giovanni Russo Spena (ripubblicata in Liberazione del 20 aprile 2006), con due casi esemplificativi, di Paolo Dorigo (torture invasive) e Maurizio Bassetti (torture a distanza).

 

Il fatto che in entrambi i casi questi trattamenti riguardino oppositori e perseguitati politici (il primo, 15 anni e 2 mesi su 15 anni e 6 mesi di detenzione, senza titolo giuridico, nel nostro paese; il secondo, denunciatore di malversazioni e creazione di fondi neri nel Parlamento italiano, nel 1994), nulla toglie al fatto che in molti altri casi le persone vittime di questo genere di torture non abbiano alcunchè a che vedere con la politica o le sorti del movimento dei lavoratori (sorte dalla tecnologia americana di MK Ultra e da analoghe ricerche in altre parti del mondo, di cui documentazione scientifica è reperibile in Italia nel volume IT’S ABUSE, NOT SCIENCE FICTION, della Aisjca – Associazione contro gli abusi Mentali, Fisici e Tecnologici, Libreria Cortina Torino, www.aisjca-mft.org). Tuttavia di queste cose si parla anche in relazione al controllo dei lavoratori, già negli SS.UU.A. Stati Uniti d’America.

 

(omissis la tabella presentata al convegno)

 

Come si può evincere dai casi verificati dalla Avae-m con l’ausilio di medici, referti radiologici (8, solo in due caso refertati, ma in nessun caso con disponibilità di operatori chirurgici ad operare in presenza di legale e telecamere per documenatare il delitto), memoriali e riscontri (non ultimo la verifica dei sintomi come documentati nel questionario internazionale sul controllo mentale), abbiamo questi dati:

 12 persone su 20 hanno titoli universitari o mansioni lavorative di concetto medio-alte

5 persone su 20 possono essere riferibili a persone ostili al sistema vigente

3 persone sono state detenute per almeno un giorno, altre 3 sono stata soggette a TSO per almeno un giorno. 14 non hanno mai subito trattamenti del genere. Solo 2 fanno uso regolare di psicofarmaci.

In 8 casi su 9 di donne abbiamo donne che vivono senza un partner.

E’ evidentemente un problema che ha dimensioni molto più ampie, se una piccola associazione come la nostra, in 9 mesi ha raggiunto la conoscenza di questa casistica.

E’ avs. Disposizione la ns. documentazione.

La magistratura latita a fronte delle ns. denunce.

Cerchiamo aiuto in medici, radiologi, giornalisti, esponenti delle istituzioni.

Grazie