Vogliono da
ciascuna Vittima un'accettazione del subire una prepotenza,
un'imposizione.
Fondamentalmente è questo che unisce
110 e più persone in Italia, diverse per
esperienze,
zone geografiche, abitudini, attività professionali, età, condizioni
giuri-
diche.
Qui
una carrellata dei casi, per far capire l'estremo bisogno di aiuto finanziario
della
nostra associazione. Chiediamo ad
artisti di teatro e musica di poter fare degli
spettacoli per la nostra
Associazione.
Congressualmente, i nostri
principali obiettivi strategici sono:
-
una casa albergo per le Vittime, con centro radiologico, sala operatoria e
camera anecoica
-
un laboratorio elettronico per realizzare scatolini portatili di protezione da
radioemissioni mirate
e per coprire le trasmissioni
di portatori di impianti
-
spazi pubblicitari e campagne per obbligare lo Stato ed il Parlamento italiano a
smettere di fare
finta di
nulla
Spesso
abbiamo denunciato cliniche, medichi, psichiatri, università, ma nessuno
raccoglie mai la sfida. Preferiscono tacere.
Paola
Sbronzeri iniziò a subire trattamenti psichiatrici perché si faceva gli
spinelli, nel 1985.
Ha dei
riscontri sia negli esami emocromocitometrico ed eeg, sia in una
tac.
Il
Tribunale di Milano nega qualsivoglia adozione di misure particolari. Ma in
ripetute
occasioni è
stata sottoposta a bombardamenti di benzodiazepine ed altre
porcherie
durante
alcuni TSO.
TC iniziò a
subire queste torture nel 1988, dopo qualche anno da una sua
breve
convivenza
con una ragazza compagna di un prigioniero politico.
Ha delle
radiografie che evidenziano microprotesi sconosciute, ha fotografato
al
microscopio
elettronico una formazione del tutto anomala.
Paolo
Sacchetto, che è morto di tumore al pancreas, era arrivato addirittura
alla
richiesta
medica di asportazione di un Verichip appostogli sulla testa durante
una
brevissima
TSO, interrotta dal suo avvocato, ed avvenuta per l'intervento di alcune
gole
profonde.
Era un editore d'élite, la sua rivista, Gola, era molto rinomata, volevano
portargliela via. L'hanno ucciso,
nonostante avesse portato a processo alcune persone
per queste
intenzioni "economiche". La Procura di Feltre e Belluno non ci ha
riscontrato
nonostante
ci siamo dati disponibili a testimoniare.
Paolo
Dorigo è un caso politico e giudiziario notevolmente scottante per i ceti
politici
della
borghesia di ogni credo e colore. E per questo non si poteva accettare che non
accettasse
la "disciplina" del carcere dei ruffiani, quello in cui la richiesta di
benefici
è il
principale obiettivo di una parte cospicua ed influente di detenuti. Né si
poteva
accettare
che non accettando la pena inflittagli, intendesse condurre la sua
detenzione
all'insegna
della libertà di studio ed espressione. La sentenza CEDU incombeva
sul
sistema
giudiziario italiano. Per questo, degli elettrodi infilatigli clandestinamente
nelle orecchie e tube
di
Eustachio, durante una operazione chirurgica da detenuto, sono stati usati non
solo per
spiarlo e
metterne a rischio la vita cercando di farlo passare per uno che raccontava
segreti,
ma , dal
2002 in poi, anche per torturarlo fino al vomito, fino a cefalee dolorosissime,
sino
a dolori
acuti e mirati in ogni parte del corpo, oltre che per una tortura uditiva e di
interferenza
di
pensiero, uguale a quella sofferta da molte altre Vittime, cercando di piegarne
e di impedirne
la identità
politica e militante di rivoluzionario. Ha degli esami che parlano chiaro,
emocromocitometrico,
eeg,
riscontri impedenzometrici ed audiometrici, TAC refertate con giudizio di non
identificazione
di ben 6
oggetti di dimensioni da 1 a 3 mm. Le varie Procure della repubblica a cui si è
rivolto
fanno finta
di niente. Si vorrebbe che Paolo accettasse questa "imposizione" della
"società",
e questo
pur sapendo che non avverrà mai, è un gioco condotto spietatamente da
persone
senza
alcuna dignità né rispetto per la Costituzione
antifascista.
W. è un
ragazzo di origini orientali, immigrato con i genitori in Italia da 30 anni.
Recatosi a
Milano per
un corso di informatica della Hp, svenne senza capire perché. Si ritrovò dopo
alcune
ore
frastornato, in metropolitana. Da allora subisce queste torture che ne inficiano
la vita e la
esistenza
lavorativa ed affettiva, familiare. Ha dei riscontri negli esami
emocromocitometrico,
eeg e
TAC.
TG è una
studentessa meridionale, non più giovanissima, di medicina. Un signore più
anziano
di lei
voleva sposarla, così, d'arbitrio, senza alcunché dietro di storia, di amicizia.
Lei si è rifiutata,
da allora
subisce torture fisiologiche permanenti. Ha identificato una agenzia di
investigazioni
private, ha
svolto accertamenti medici ed elettromagnetici, evidenziando sia delle
minuscole
formazioni
simili agli elettrodi usati nelle protesi acustiche sottocutanee bioniche per
sordi,
sia delle
frequenze anomale. Ma questo secondo esame è stato svolto in una
camera
semi-anecoica, perché i padroni del
"vapore del 2001" non vogliono che si possano fare
accertamenti del genere, con
sintonizzatore universale, in camere totalmente anecoiche.
T è un
giovane operaio siciliano, che subisce queste torture da 3 anni. La famiglia ha
voluto che
si
rivolgesse alla psicologa. Subisce, e prende psicofarmaci. Per la gioia dei
"dottori".
C è una
signora madre di un bambino, vive in Sardegna, viene fatta oggetto di pressioni
da parte
di un
malavitoso che l'aveva conosciuta in discoteca. E' torturata tecnologicamente e
in maniera
"virtuale",
anche sessualmente, senza sosta. Le dicono che anche il suo bambino piccolo
è
torturato
come lei. Si è rivolta alla magistratura, sinora senza effetti
significativi.
L è una
signora ancora giovane, che subisce tortura permanente senza saperne il perché.
Il
marito
venne operato dopo un incidente d'auto, e dopo di questo, frequentò sempre
più
assiduamente un neurologo, stando
via la notte. L ha delle TAC e degli esami
emocromocitometrico
ed eeg che
ci dimostrano, come in altri casi, la presenza di LUC prima assenti dal suo
sangue,
sia la
presenza di onde theta che non dovrebbero esserci.
Esiste il
sospetto che un certo ufficio speciale militare-poliziesco stia mettendo sotto
tortura
tutte le
persone telepatiche e sensibili del paese, con elettrodi e sostanze iniettate in
vena
che
porterebbero ad una radioricevibilità del sistema nervoso.
Rientra
nella denuncia di Marina, una giovane di famiglia nobile e impegnata
in
politica,
di Caserta, che a Roma scopre di essere torturata, ne parla con una nota
esponente
radicale
che le consiglia di non pensarci, e che è in possesso di una TAC
addirittura
refertata
dallo stesso radiologo. Suona musica e soffre quasi in silenzio una situazione
di
semifeudalità locale che denuncia
privatamente alla nostra associazione. Ma ci ha
fatto il
nome di uno scienziato che si spaccia per un innovatore, De Kerchouve, il
quale
quando lei
era adolescente, a scuola, come medico, le iniettò in vena un liquido di
colore
rosso.
Paola è una
scienziata di astrofisica, e subisce questo trattamento, lei dice solo a
livello
fisico-fisiologico e non uditivo, ma
ammette possa essere a livello almeno subliminale,
sin da
quando ha fatto una operazione chirurgica per diventare donna. Subisce come
Paola
Sbronzeri
ed altri-e lavoratori-lavoratrici, anche mobbing sul lavoro. Ha fatto numerose
denunce
ma la
Procura cui si è rivolta poi ha molto opportunamente girato la frittata sul
piano
psichiatrico, per dissuaderla dietro
la minaccia implicitamente ovvia di perdere il lavoro.
Alvise è un
giovane il cui padre se n'è andato in Asia quando era giovane, lui adesso
non
ha lavoro,
ha dei riscontri TAC, ma tutti i suoi tentativi legali vanno in fumo perché non
si
decide mai
ad accettare la ns. proposta di una "action class" collettiva. In pratica se ne
rende
conto ma
non si decide mai. Tuttavia ha combattuto parecchio dopo la TSO che gli
fecero
innestandogli queste protesi nel
setto nasale. E si pensa che queste misure siano state
adottate in
quanto era sospettato di avere a che fare con un giro di spacciatori. I
carabinieri,
come in
altre occasioni, lo tenevano d'occhio. Successivamente alle sue prime
denunce,
per
sminuirle e tenerlo sotto osservazione torturatoria senza possibilità di scampo,
qualche
investigatore lo ha indiziato
addirittura come "una bomber", ma senza successo. La
tecnica
assomiglia
alle bufale sparate sui media a proposito delle presunte "colpe" di Paolo
Dorigo.
E' una
persona dolce e gentile, tutt'altro che violenta, ma indurita e diremmo
invecchiata da questi
trattamenti.
EC è una
persona molto coraggiosa, che a suo tempo portò in pubblico la sua protesta
contro
la polizia
che la torturava, ancor peggio dopo che si era rivolta ad una cugina che lavora
in
polizia. In
precedenza aveva messo in discussione le tesi di un docente di una nota
università
del centro
Italia, ma scattò il mobbing ed abbandonò il fidanzato. Quindi cambiò città
per tre
volte. Aprì un sito suo e collaborò con la nostra associazione. Allora
riuscirono, con le
pesantissime torture "virtuali"
sessuali (stupro invisibile), a costringerla a chiudere il suo
sito
ed a
ricoverarsi in psichiatria. Poi uscì dalla clinica ma dopo un mese tentò il
suicidio con
barbiturici. Altri 10 mesi di
clinica, quindi un reinserimento in altra città, e un altro
tentativo
di
suicidio. Orfana di genitori, senza un compagno di vita, ha rinunciato a
collaborare alla nostra
associazione.Ha denunciato per
prima in Italia la presenza di elettrodi sotto alcune
protesi
dentarie, documentandole con delle panoramiche radiologiche delle pareti dentali, ma il suo
farsi indietro rappresenta tuttora un notevole danno per la nostra associazione.
Giovanni è
il nome di diverse Vittime. In un caso, un tecnico operaio di fabbriche che
andava
a fare
installazioni in vari stabilimenti, è stato costretto a dare le dimissioni dopo
che aveva
iniziato a
dar segnali di squilibrio a causa delle torture uditive permanenti. La cosa era
iniziata
dopo che
aveva lavorato in una fabbrica che opera per il ministero della
difesa.
Un altro
Giovanni, che da Milano è fuggito in centro Italia per sottrarsi alla tortura,
continua a
subire
questi trattamenti. é un informatico di elevata cultura.
D.D'A., è
parente di un ufficiale di servizio ai controlli radio aerei durante la notte di
Ustica, che
è morto,
ancor giovane ed in ottime condizioni fisiche, di infarto; dopo la morte del
parente,
iniziò ad
indagare sul caso, e da allora subisce torture permanenti uditive e
fisiologiche. Essendo
politicamente di sinistra, ha
collaborato con la nostra associazione, ma senza trovare
nemmeno
nel suo
ambiente l'appoggio alla nostra lotta, che ha ripetutamente
chiesto.
Emanuele P.
era un vigliantes. Condannato da un tribunale di centro Italia per calunnia per
aver
dichiarato
che durante il servizio aveva visto e compreso che dei poliziotti della sua
città spacciavano
droga con
malavitosi, è stato messo dentro e quindi internato in OPG, di modo da
prolungare la
sua pena
senza una fine. La madre non sa che fare e si rivolge a noi, perché dopo alcuni
anni
di OPG si
convince che i racconti del figlio di essere torturato tecnologicamente non sono
sue
invenzioni.
Tuttavia a tutt'oggi non si è ancora decisa ad andare oltre le istanze affinché
rilascino
il
figlio.
Sergio,
operaio albanese in Italia, dopo 15 anni di lavoro scopre che dei suoi
connazionali usano
il suo
conto corrente bancario per transiti finanziari. Denuncia la cosa. Va sotto
protezione della
polizia per
6 mesi, poi viene "invitato" ad abbandonare l'Italia. In Albania, la sua testa
brucia come
una pentola
sul fuoco, probabilmente ha degli impianti antiquati. Ha delle radiografie ma
non è
ancora
riuscito a farcele avere.
MG ha delle
TAC che dimostrano la sua condizione di torturata uditiva e fisiologica
permanente,
da quasi 20
anni. Secondo lei le sono stati innestati con il parere di un familiare.
Partecipa
alla vita
della nostra associazione. Vorrebbe portare queste cose in
teatro.
Emanuele B.
è una persona che viene torturata psicologicamente e tecnologicamente con la
scusa dei
trattamenti psichici. Ma è sereno e cosciente, tuttavia la cosa
continua.
E' la
stessa motivazione che hanno addottato nei confronti di Salvatore, un "ultras"
del Cosenza,
che passò
alle cronache per aver schiaffeggiato il portiere della sua squadra in campo
sportivo, e
che andò a
finire in carcere coinvolto nel consumo di droga. Passò una settimana di
osservazione
psichiatrica in carcere a Catanzaro,
dopo di che sono iniziate queste torture. Con il nostro
aiuto,
effettuò degli esami, che hanno dato il riscontro di alcuni probabili elettrodi.
Naturalmente
non
direttamente refertati, come in molti altri (non tutti) i casi. Poi è stato
riarrestato ed ora è
di nuovo
agli arresti domiciliari.
FD, è un
ingegniere elettronico che per primo in Italia portò questa lotta a livello
internazionale
negli anni
90. Nonostante lavori ancora, e proprio per non compromettere questa condizione,
non
ha però
agito pubblicamente in forma eclatante. Sa di che cosa si tratta, ed ha cercato
di realizzare
delle
soluzioni tecniche, ma non vi è ancora riuscito.
Maurizio B.
e signora erano dei negozianti di elettronica in una città emiliana, hanno
denunciato
il
trattamento che subiscono anche sul sito di Beppe Grillo di Bologna, ma vivono
costantemente
in fuga,
dopo essere stati costretti a chiudere l'attività.
Giuseppe B.
era un piccolo imprenditore dell'indotto parmense, produceva latticini. Aveva
dei
camioncini.
Per mangiargli l'attività, prima glie li hanno bruciati uno a uno, poi lo hanno
portato
al
fallimento ed alla chisura della attività (un po' quello che cercano oggi di
fare con Paolo Dorigo,
senza
riuscirci solo grazie all'aiuto di familiari ed amici). Le sue denunce sono
servite solo a farlo
internare
in manicomio criminale per 8 anni. Vive solo grazie all'aiuto dei familiari, che
hanno
qualche
piccola disponibilità economica. Viceversa, come migliaia di altri cittadini
italiani,
sarebbe
costretto dal suo spirito di non sottomissione, a vivere da barbone e di
stenti.
Vi sono
moltissimi altri casi qui non citati, ma la cosa sarà fatta presto dalla nostra
Associazione
in questa
forma, non solo in forma tecnica come nelle pagine precedentemente pubblicate,
in
particolare
in
http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/index-links-1.htm#casi
http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/StatisticaAVae-mAl9-11-2008.htm
http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/67CASIITALIANICENSITI.htm