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Salve,
cosa fate in concreto per aiutare le vitttime di tali abusi?
Cordiali Saluti,
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Buonasera
Innanzitutto ci parliamo e cerchiamo di
incontrarli-e.
Poi cerchiamo di verificare se il loro racconto è
compatibile alle nostre esperienze,
proponiamo loro un questionario.
Li ricontattiamo anche dopo il questionario.
Raccogliamo loro testimonianze e telefonate e sms,
anche improvvise, cercando
di portar pazienza quando sono eccessive o fuori
luogo. Non sempre è possibile.
Poi discutiamo delle cose che anche loro hanno
cercato di fare a livello medico e legale.
In certi casi quando ne abbiamo la disponibilità,
diamo anche un aiuto economico per es.
per pagarsi l'adsl, o fisico-logistico, per es.
per cambiar città.
Facciamo riunioni e costruiamo gruppi regionali
che possano supportarsi, anche solo
telefonicamente, tra vittime.
Cerchiamo di far visitare le vittime da medici da
noi conosciuti, di modo da poter ottenere
delle prescrizioni per approfondimenti
specialistici.
Siamo riusciti ad arrivare a primari radiologi, ed
a primari di altri reparti, ma non
abbiamo ancora avuto l'appoggio di medici
chirurghi.
Nemmeno tramite Emergency o Medicina democratica,
Prc, od altri organismi cui
ci siamo rivolti.
Dei primari orl sfuggono le loro possbilità e
responsabilità, di operare in asportazione,
adducendo motivi di possibili ulteriori danni.
Abbiamo un programma abbastanza ambizioso, che
prevede una casa albergo o più di una,
al cui interno ci sia anche un ambulatorio per
esami eeg, uditivi, tac cerebrali e corporee,
ed una stanza anecoica, che pare non esista in
Italia, mentre si sa che è impossibile
non ve ne siano.
Nel nostro programma abbiamo anche la
realizzazione di un sistema portatile di scansione
e copertura dei segnali da noi emessi, ma non
abbiamo fondi.
Abbiamo chiesto di poter divenire Onlus, ma il
nostro statuto attuale non è stato considerato
idoneo, per cambiarlo occorre un nuovo congresso,
ma non abbiamo in questo periodo
fondi per farlo: quasi tutte le Vittime hanno
grandi problemi sociali o sono disoccupati o
gli si impedisce effettivamente di lavorare sinché
non abbandonano o perdono il lavoro
non tutti hanno aiuti familiari.
All'estero la situazione è ancora peggiore è per
quello che la ns. associazione è molto
considerata anche da AISJCA, siamo gli unici che
hanno ottenuto dei risultati pubblici,
anche se non il successo alla nostra battaglia.
Il fatto che pochi di noi (2-3) abbiano precedenti
politici, nella gran parte delle Vittime
non crea problemi, solo poche sono state le
persone faziose (3 o 4 in 3 anni su 110 contatti).
Attualmente sono censiti dalla ns.Associazione n.74
casi, su 110 contatti, ma ancora dobbiamo
completare l'apparato statistico relativo, per
darne la notizia. Questione di giorni.
Su 74, oltre 10 abbiamo tac positive, e circa 4-5
delle refertazioni che ammettono di non sapere
a che cosa corrispondono questi -per noi-
elettrodi ricetrasmittenti.