Caso in verifica n.41 – caso n.progressivo n.91

 

Sergio G. è un cittadino albanese, giovane, ha lavorato sin dal 1991 in Italia, in circa 15 anni ha preso solo alcune multe stradali, ha lavorato da operaio alla General electric di Firenze (Nuovo Pignone), in una fabbrica di Piacenza, in un bar. È una persona normale, nessun rapporto criminale.

A suo tempo alcuni mafiosi del suo paese  gli chiesero di unirsi a loro, ma rifiutò.

Poi scoprì che a suo nome esistevano numerosi conti correnti con rilevanti fondi. Denunciò la cosa, un direttore di banca finì in carcere, e saltò fuori che alcuni suoi familiari lo usavano a sua insaputa per nascondere fondi. In seguito alla denuncia rimase 6 mesi sotto protezione informale (convivenza non ufficializzata con poliziotti) e poi anziché poter riprendere una vita normale, l’Italia lo premiò con il ritiro del permesso di soggiorno. Adesso vive senza alcun sostegno in Albania. Dal 2005-2006 è sotto tortura mediante elettrodi sottocutanei che creano un riscaldamento cerebrale persino visibile, effetti di disturbo elettrico a chi si avvicina a lui, notevolissimi dolori, effetti di danno alla pelle nelle orecchie e nelle mani, e stati d’ansia. Subì in precedenza due operazioni, una per una piccola forma tumorale alla testa, ed un’altra al cuore. Pare che gli elettrodi interferiscano con i due bypass che ha, sicché si generano ulteriori effetti devastanti. Ha una TAC che documenta alcuni elettrodi, ma nessun radiologo glieli ha refertati ancora. Siamo in attesa di riceverne copia. Documenteremo questo caso più puntualmente.

 

AVae-m (2-3-2008)