Associazione Vittime delle armi elettroniche-mentali
Controllo
mentale e Torture tecnologiche:
IL NAZISMO-SOFT
DOSSIER
2007

Nemmeno il
miglior fine può giustificare qualsiasi
mezzo, i mezzi devono essere coerenti ai fini. Nessuno per nessun motivo puo’
o deve violare la mente e l’intimo di una persona, chiunque essa sia. La guerra si
fermi ai corpi dei combattenti, e vedremo allora chi potra’ mai fermare la
Storia.
“nella Storia della tortura avvengono strane congiure,
come fu nella Serenissima con i suoi intrighi e prese di
Palazzo.
Accadeva che si commissionava la tortura
su di un nimico, tramite poteri corrupti o creduloni delle
voci opportunamente propalate,
e ci si freghi il tesoro, quatti quatti, al povero tapino.
E meglio ancora se codesto sventurato, manco sapeva d’esser loro nimico …
Ma il più gravoso era alla Signoria, quando un magistrato stesso stava coi banditi.”
L’immagine di copertina, logo scelto dall’Associazione, è di
Bafio, 1977, pubblicato la prima volta nel Dossier LOTTE E REPRESSIONE VENEZIA
MESTRE MARGHERA 1976-1977 pubblicato all’epoca dal Comitato per la liberazione
dei compagni arrestati il 18 giugno 1977 (Claudio Grassetti e Paolo Dorigo) a
Venezia

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1. PREMESSA |
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2. INTRODUZIONE |
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2.I Le nuove forme di tortura |
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2.II L’Associazione Vittime armi elettroniche-mentali |
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3. IL CONTROLLO MENTALE |
pagina 9 |
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3.I Controllo mentale diretto, subliminale e primario |
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3.II I risultati degli esperimenti su 8 detenuti messicani in un documento segreto dell’IBM |
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3.III Le ammissioni di un tenente colonnello della guardia di finanza e di un giornalista consulente dello Stato maggiore dell’esercito |
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3.IV Una ipotesi niente affatto priva di fondamento |
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4. Alcuni articoli dallo statuto provvisorio dell’ associazione |
pagina 15 |
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5. Il programma dell’Avae-m |
pagina 16 |
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6. PRIMO SCONVOLGENTE ELENCO DI TUTTI I CASI CENSITI |
pagina 17 |
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7. ALCUNI DEI CASI CENSITI |
pagina 26 |
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8. Chi sono i torturatori ? |
pagina 40 |
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9. Risorse: Libri e siti web |
pagina 46 |
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10. Glossario minimo e legge sulla tortura passata alla Camera il 12-12-2007 |
pagina 51 |
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11. Consigli di autodifesa per le vittime (Paolo Dorigo 29-9-2006) |
pagina 57 |
I.
PERMESSA
Quando tutto sarà noto, ci
auguriamo che l’Umanità esista ancora e che possieda ed utilizzi normalmente i
suoi soli 5 sensi percettivi normalmente comprensibili, e che a nessuno venga
in mente di interferire con eventuali di Noi capaci di percepire sentire e
vivere con 6 sensi (anche con la telepatia). Ci auguriamo anche che quel giorno
le multinazionali farmaceutiche e
microelettroniche siano monitorate seriamente da organismi di una
civiltà nuova, libera ed egualitaria, governata da una giusta Politica e non
dalla fisica nucleare. Ai caduti di questi mezzi di tortura, è dedicato questo
lavoro. Perché è ora e tempo che non ve ne siano altri.
Peraltro non credano i torturatori, di “passare alla Storia” per la loro pervicace e diabolica perseveranza: Mengele aveva comunque fatto qualche danno più di loro, che sono FARSA, e non sostanza, e quindi purtroppo per questi chierici, volontari o meno che siano, del regime vigente, non vi sarà questo posto nella Storia per loro.
II.
Molto spesso quando uno/a di noi racconta a persone importanti le cose che subisce, ci si sente dire, “perché a Lei”, “queste cose non hanno senso”, ecc. Diversamente, da parte della gente comune, abbiamo molto più ascolto.
Occorre essere chiari.
AVae-m non entra nel merito più di tanto, circa la natura e le cause della ipocrisia e della vigliaccheria dominanti in questo Paese in questo contesto storico, nei decenni precedenti, in quelli successivi alle due guerre mondiali, in quelli successivi all’ “Unità d’Italia” e in quelli precedenti, e successivi all’invasione Napoleonica del Nord Italia.
AVae-m non è un Partito, un movimento Politico, un movimento di un particolare interesse di classe o di categoria.
AVae-m è l’ultima spiaggia cui rimangono ancorate con le unghie a sangue, le Persone che non vogliono rinunciare a sé stesse nonostante la gravità e particolare rarità di ciò che subiscono (quanto alla rarità, sarebbe da verificare).
AVae-m è un “luogo” di solidarietà nel NON-LUOGO del fascismo mascherato, vile ed assassino, stupratore e nazista, di chi utilizza ciò che si sa non esistere, per farlo esistere contro ciò che più conta nella vita di OGNI singola Persona, la LIBERTA’ ED INDIPENDENZA DEL PENSIERO, DELL’INTIMO, DEL CORPOREO.
AVae-m è cioè un AUTENTICO MURO CIVILE CONTRO LA BARBARIE DEL POTERE E DELLA CACCIA ALLE STREGHE. È un muro invisibile ai mass media perché i mass media sono sullo stesso ruolino di marcia dei dirigenti di ogni istituzione che tace ed acconsente allo sfruttamento ed alla schiavitù, beninteso pasteggiando 3 volte al giorno o più, alla faccia di chi sopravvive.
“Tortura tecnologica” è un termine generale che indica diverse
forme di violenza, eseguite con metodi e tecnologie estremamente avveniristici,
le cui finalità sono di controllo o di disturbo sia fisiologico che mentale
delle Vittime. È ingenuo credere che chi pratica la tortura non sfrutti gli
impressionanti progressi tecnologici degli ultimi cinquant’ anni. L’ inserimento di elettrodi e chip o altri
dispositivi nel corpo della Vittima, la cui fisiologia viene monitorata o
alterata, permette una vera e propria tortura bionica, di cui il controllo
mentale è una forma particolarmente aberrante in quanto è l’ attività mentale
stessa ad essere condizionata ed alterata, e non solo “monitorata”.
Radiazioni elettromagnetiche di forte intensità nel dominio delle
microonde possono essere utilizzate per indurre riscaldamento violento del
corpo, o per dare sensazioni di dolore, o di pressione, di puntura, di taglio,
ed anche di dare sensazioni di dolore, di pressione, di puntura, di taglio, ed
anche arrivare a bruciare effettivamente o come impressione, organi e tessuti della Vittima.
Forme di mobbing
sociale ed ambientale che rienrano nella metodologia della Sindrome di
Adattamento Graduale (G.A.S.) che mirano ed attuano l’obiettivo
dell’emarginazione totale della Vittima e si avvalgono anche di altre forme di
violenza tecnologica, sono collaterali al “trattamento” delle Vittime di
tortura tecnologica, anche se non è provato che TUTTE le vittime di mobbing
siano a loro volta soggette a torture tecnologiche e/o conrollo mentale, pur
rimanendo in molti silenzi una zona d’ombra a tal riguardo, che la
“psichiatria” e le varie “branchie” della psicologia non hanno chiarito.
Al contrario di forme più primitive di tortura, la tortura
tecnologica può essere praticata in modo continuativo sotto controllo remoto in
ambienti comuni, come un appartamento, un’ automobile o una camera d’ albergo
ma anche mentre la Vittima sta viaggiando, camminando o correndo, meno o quasi
per niente allorquando la Vittima effettua una azione fisica violenta
improvvisa e quando si trova in zone di alta montagna del tutto prive di campi
elettromegnetici.
Le lesioni possono essere pressoché invisibili ma sono comunque
danni mirati che influenzano sia lo stato psicologico che l’ organismo della
Vittima. L’ assenza di “visibilità” delle radiazioni e l’ impiego di
dispositivi miniaturizzati sempre più piccoli rendono difficile la documentazione
degli abusi da parte delle Vittime.
In effetti, le Vittime censite dall'AVae-m denunciano, a grandi linee, due principali diverse forme di tortura:
1) CONTROLLO MENTALE. Viene attuato attraverso l'intrusione nella scatola cranica, ma anche in altre parti del corpo, di minuscoli strumenti ad alta tecnologia, siano essi microelettrodi o microchip, che riescono ad interferire (cioè non solo intercettare ma anche modificare arbitrariamente magari senza che la Vittima se ne renda conto) le radiazioni emesse nel cervello. Onde delta, teta, alfa, beta e gamma (vedasi Glossario). Dopo alcuni anni da questa microintrusione (i tempi sono abbastanza simili in quasi tutte le Vittime) può avvenire che lo studio operato dai torturatori sui vari tracciati, permetta l'interazione tra il cervello e gli strumenti innestati, il che permette il controllo del pensiero e la trasmissione di segnali audio-video o di stimoli di ogni natura al e dal cervello della Vittima, trasformata in TERMINALE OPERATIVO a tutti gli effetti, contro ed a dispregio di ogni norma civile e di diritto nazionale ed internazionale, civile, penale e finanche delle trasmissioni radio.
Tutte le Vittime di questa forma di tortura sono nascoste come casi dai media, e si tratta di persone che conducono vita ed esistenza apparentemente normale, non necessariamente trattate da terapie psichiatriche. In alcuni casi (4 sui 36 già censiti, si tratta di persone che conducono una esistenza normale, ma sotto terapie compensative prescritte da psichiatri; tra i casi pubblicizzati dall’AVae-m, solo quelli di E.C. e di S.).
Non esistendo una disciplina “scientifica” di questa materia assassina, e non ammettendo il potere questo genere di strumenti, il fiorire di riviste (Mente e cervello, Decoder, ecc.), dipartimenti di studi (Padova, Aquila, ecc.), centri di ricerca (associazioni psicologiche ecc.), articoli sulla positività medica di questi strumenti tacendo della loro origine carceraria-torturatoria (vedasi la rassegna scientifica AVae-m), nonché tacendo o riducendo al lumicino la denuncia di questa origine (vedasi le trasmissioni 4-5-2003 La7-Stargate e 14-12-2003 La storia siamo noi di Minoli), i radiologi si fanno forti di “ignorare” cosa possano essere certe sagome radio-opache che in numerosi casi abbiamo denunciato nel sito e che in altri casi singole persone hanno denunciato alle autorità senza darci l’autorizzazione iniziale alla pubblicazione (una volta data, non è seriamente ritirabile, è già “pubblica”: di qui la ingenuità ed inutilità di chi ha spinto E.C. a chiudere il suo sito al pubblico). Questo loro “ignorare” secondo certuni che di queste cose se ne intende, non è casuale ed è una problematica mondiale. Di recente tuttavia vi sono due refertazioni, di un caso nel bellunese e di un altro caso. Del primo abbiamo notizie ma non ancora la autorizzazione a pubblicare questo referto. Ma in ogni caso dal referto all’operazione ce ne passa ulteriormente, poiché a quel punto sono i neurochirurghi od otorinolaringoiatri a dare segno di “sottovalutazione”, ad “ignorare”. Del resto la “patata” è così bollente che nessun Partito di sinistra ha dato la sua disponibilità ad uno specialista gratuito per l’asportazione, figurarsi della destra…

2) TORTURA AMBIENTALE A DISTANZA Si tratta della trasmissione di stimoli,
dolori e sensazioni a distanza con strumenti generalmente molto più semplici
rispetto a quelli usati per il controllo mentale. Si tratta di armi laser, a
onde radio e microonde o di ultrasuoni, del tipo di quelle utilizzate nella
“battaglia dell' aeroporto” a Baghdad o dai dottori per scegliere i calcoli o
nelle metropoli per scacciare gli stormi di uccelli, armi reperibili anche in
alcuni siti internet americani. Le Vittime di questi abusi denunciano di
sentire forti fitte o intense trasmissioni di calore che disturbano la loro
giornata ed impediscono una vita “normale”.
Sotto questo profilo la “incredulità” istituzionale è meno marcata ma più giustificata: da dove arrivano questi “raggi”, che possono avere anche lunghezza molto significativa ? Perché proprio a lei ? Ovviamente le persone fanno fatica a “convincere” gli investigatori. Recentemente pare sia stata avviata una inchiesta in una città del Nord, ed in altri due casi almeno persone aderenti all’AVae-m hanno reso interrogatori in materia, ma in genere un interrogatorio del denunciante, senza un controllo ambientale territoriale sulla sua persona oggetto di attacchi, non significa di per sé una seria indagine.
In Italia si è formata nel settembre 2005 un’Associazione che raccoglie alcuni tra i tanti cittadini, non solo italiani, che in Italia credono o sostengono di essere Vittime di tortura tecnologica: è l’Associazione Vittime armi elettroniche-mentali, associazione la cui ampissima documentazione si trova nei siti, liberamente scaricabile:
http://www.avae-m.org (sito di documentazione)
http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org
(sito di informazione)
http://www.avae-m.org/www.associazioneVittimearmielettroniche-mentali.org/index.html (pagina di recupero).
L'AVae-m denuncia al
momento 36 casi analizzati come Vittime in Italia di queste torture. L'AVae-m
ha diffuso pubblicamente numerose prove riguardanti le Vittime censite, ma ciò
si è verificato, anche nei casi più eclatanti, nel totale silenzio mediatico.
Tra questi
casi, almeno 5 sono casi di persone interferite non uditivamente né a livello
di pensiero, almeno è quanto asseriscono, anche se è possibile che non si
rendano conto di altre forme o mezzi di trattamento, o che non le denuncino per
pudore. Infatti peraltro, la riservatezza, che corrisponde a quasi il 70% degli
aderenti, è necessaria anche a mantenere per queste Persone, almeno
all’apparenza, una vita lavorativa e familiare normale, che sarebbe del tutto
compromessa se denunciato il trattamento subito, con forme di scherno,
distanza, allontanamento, di colleghi e persone care, se non addirittura il
licenziamento e l’internamento.
Peraltro
non esiste in Italia un pubblico registro dei decessi, causa di morte per ogni
singolo caso, data, età, nome e cognome, residenza, nascita e luogo e
circostanze del decesso, né i giornali tantomeno locali, spesso portano gli
estremi anagrafici dei deceduti per suicidio (migliaia ogni anno), né esiste un
elenco annuale di quelle migliaia di persone che muoiono per errori medici.
Vi
sono poi decine di casi censiti da Paolo Dorigo in carcere nel 2002-2004 (cfr.
Controinchiesta su una operazione di controllo mentale totale e di
annientamento carcerario nell’Italia del XXI secolo di Paolo Dorigo dal carcere, 7° edizione gennaio 2005, nel sito
www.paolodorigo.it), più vari altri casi di probabili innesti sottocutanei
durante operazioni chirurgiche su altri prigionieri politici (cfr. dvd
Laboratorio Rivoluzionario Gatto Selvaggio, dibattito la cui registrazione è in rete nella pagina di
relazione sulle presentazioni del libro La tortura nel bel paese),
nonché il ricovero in OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) od i suicidi a
causa di torture troppo semplicemente associate al carcere in quanto tale da
una certa sinistra falsamente “garantista”, sin dalla fine degli anni ’70, sia
in Germania (Ulrike Meinhof ecc.) sia in Italia, di cui non si vuol dir
nulla se non che il carcere produce “pazzia” (dal caso Bonoconto, ai casi
Galeotto, Valitutti, Carnelutti, F.Ferrari, F.Matarazzo, D.Blefari, ed
altre/i), compreso il tentativo di internamento di Paolo Dorigo (2002), che con
la pazzia non c’entra proprio nulla, sarebbero probabili conseguenze proprio di
strumenti subliminali di tortura.
Noi non affermiamo che il carcere sia salubre, tutt’altro. Ma
affermiamo che certi “impazzimenti” non dipendono dal carcere MA BENSI’ da
certe strumentazioni utilizzate spesso nelle carceri ! E non per smentire chi
su carcere e decarcerizzazione (ossia carcerizzazione della società, in gergo
nascosto), ci fa libri e soldi a palate, ma perché odiamo ogni forma di
tortura, essendone coscienti perché Vittime.
Vittima di armi elettroniche-mentali, e questo lo diciamo per i
puritani ed i ciarlatani ipocriti del cattolicesimo anticristiano, non è solo
chi non reagisce alla violenza, ma chi subisce senza poter nulla fare per
sottrarsi ad un certo trattamento, e peraltro, non per qualche secondo che
precede la morte eventuale, ma per ore, giorni, mesi, anni, decenni. Vittima
cioè permanente, il che è ben peggio che morire.
Secondo Paolo Dorigo è molto probabile che oramai ci siano, solo
in Italia, centinaia di persone che subiscono quotidianamente tortura
tecnologica (cfr. dvd presentazione La tortura nel bel paese al L.R.
Gatto Selvaggio). Ricordiamo che negli USA sono stati accertati oltre
3.000 morti per questi trattamenti, che peraltro sono attuati da stalkers
quasi alla luce del sole, senza contare il numero di morti nelle carceri,
per i quali il Presidente Clinton fece pubbliche scuse il 3 ottobre 1995.
Nel programma dell’Associazione Vittime, esposto nel sito
in 10 punti, e riportato qui di
seguito, si chiede tra le altre cose di approvare leggi e strumenti di
controllo per tutti coloro che subiscono involontariamente questi trattamenti,
un intervento da parte della Corte dell’Aja, il risarcimento delle Vittime,
l’espulsione dei professionisti e/o radiologi coinvolti negli innesti e/o nelle
coperture ai colpevoli, dall’Albo dei Medici e/o specialistico relativo, ed i
processi per i responsabili, per vari reati tra i quali violenza privata,
istigazione al suicidio, atti invalidanti, tentato omicidio, ecc., denunciando
pubblicamente i limiti della legge sulla tortura che non prevede moratoria e
leggi penali per queste armi da guerra vere e proprie, e per altri aspetti
risibili (come l’aver ipotizzato lo scavalcamento del risarcimento giudiziario
con una quota prefissata annuale di stanziamento, dipendente peraltro dal
Consiglio dei ministri –roba da dittatura mascherata–, per suggerire uno scavalcamento
del diritto penale e civile ordinario in materia !!!).
Complessivamente AVae-m ha diffuso 1.200 copie del libro La Tortura nel Bel Paese, sulle 3.000 sinora stampate (Malatempora ed.). Solo Liberazione ha recensito ripubblicando, senza commenti né alcun dibattito, la prefazione di Russo Spena, mentre il manifesto e Carta (testata del “gotha” dei no-global), a pagamento, ne hanno dato notizia.
Come dicevamo, forse nei decenni
futuri si saprà che il movente dell’affare Levinsky è stato il fatto che
l'ex Presidente degli Stati Uniti d' America Bill Clinton aveva pubblicamente
ammesso il 3 ottobre 1995, scusandosi con il Popolo americano (ma non con tutti
gli altri Popoli del mondo), in risposta alle denunce del Comitato dei
sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani,
l'esistenza di queste forme di esperimenti di controllo mentale su prigionieri
e cittadini americani.
Ma già nel 1985 il
presidente Olof Palme (poi ucciso dalle coltellate di un ex detenuto) aveva
autorizzato gli esperimenti di controllo mentale nelle carceri della Svezia (e
servizi fotografici pur accurati, sulla vita nelle carceri svedesi, del Venerdì
di Repubblica, nel 1988, non ne parlavano). E nel 1972 e 1974, due
neo-mengeliani, Buron e Delgado, proponevano al Congresso degli SS.UU.A.
l’adozione di strumentazioni sottocutanee di controllo mentale grazie
ai progressi della microelettronica, per controllare e “governare” (idea cara,
direbbe Paolo, ai “maiali” che hanno il potere di decidere e non decidere,
immancabilmente, in Italia, da sempre ammanicati al Vaticano) la mente
ed i comportamenti (ed infatti la psicologia comportamentalista di Skinner ebbe
un nuovo ciclo di vitalità a partire dal conflitto degli anni sessanta-settanta
in “occidente”)di persone “border line”, “sovversivi”, “criminali”…
L’elettroencefalografia, sorta nel 1928, non fu certo assente dalle ricerche di
Pavlov (vergogna del socialismo, ha detto Paolo in varie conferenze nel 2006 di
presentazione del libro La tortura nel bel paese), e certo non fu
assente nelle “ricerche” di Mengele e dei suoi accoliti criminali, poi sfuggiti
in parte, e riassunti dalla CIA, grazie ai servigi di Odessa. Come mai la CIA
non aiutò invece la riapertura di Norimberga ? La “guerra fredda” non può essere alibi per nessuno: non per gli
SS.UU.A., i russi, i rumeni anche parrebbe, che negli anni 48-’80 svilupparono
ricerche non invasive, che poi si tradussero nella realizzazione dei progetti
di Burton e Delgado.
(Ma parrebbe pure i cinesi, che
poterono operare una virata simil-kruscevista denunciando la politica della
Rivoluzione Culturale ed incarcerando i maggiori dirigenti rivoluzionari
maoisti cinesi con un colpo di Stato bianco attuato dopo la morte del
Presidente Mao Tse-Tung. Nota di Paolo Dorigo).
Questi paesi, attuano a livello
militare forme di tortura e trattamento della mente, NAZISTI, che non possono
essere negati da nessun professionista onesto. Non certo a livello di
possibilità.
“Perché proprio a te ?” “Non sei
così importante” (appunto, mica torturano Curcio !!! lui s’è arreso in cambio
della pubblicistica televisiva !!! risponde in buona sostanza Paolo nel suo
sito, e documenta in “Come mai allora ?” numerose contraddittorie prove che
demistificano questa argomentazione. La
questione è posta ancor con più forza nei confronti di donne “innestate sin da
ragazze”, chiuse alla società e violate in permanenza nel corpo e nell’anima
“senza colpo ferire”, di famiglie segnate dal lutto di chi sìè ucciso, di
giovani impediti allo studio da gruppi razzisti o da centri di potere che
preferiscono utilizzarli come cavie, di detenuti costretti da questi strumenti
a non vivere per non essere traditori involontari, di ex detenuti impediti alla
solidarietà ed alle amicizie da leggi reazionarie e strumenti di interferenza
mentale, ecc.
Del resto Indymedia ha chiuso dopo
che le denunce di Bassetti su Napolitano che sapeva ciò che avveniva in
Parlamento, sono diventate troppo frequenti.
Il punto allora è nella
mistificazione con cui si cerca di irridere e satirizzare le denunce di chi
soffre per nascondere le mani grondanti di sangue dei torturatori
“elettronici”.
Scoppiano anche le dita dei
piedi, gli occhi lacrimano, la testa scoppia, si attuano incidenti, si
procurano ferite, si uccide senza sparare, e poi si chiama “terrorista” chi
combatte con armi convenzionali. Si fa presto a dire “terrorismo”, spiega
Dorigo in un articolo che “il manifesto” evita accuratamente di pubblicare
(luglio 2003) nonostante fosse di attualità e scritto da un prigioniero
rivoluzionario.
Forse altri ex prigionieri
giornalisti di quella testata non consideravano opportuno dare peso a Dorigo a
causa delle sue numerose denunce di questa componente (soluzione politica)
occupata nel manifesto ed altrove in preziosi servigi ai cantori
dell’impossibilità di una rivoluzione delle masse oppresse ?
A noi forse la notizia era
sfuggita, ma ci sembra che nei giornali e telegiornali italiani non ne fosse
stata data menzione. Sbagliamo ?
In Italia c'è l'ammissione di queste forme di tortura nel
libro Le nuove guerre (cfr.Bibliografia), ad opera di due importanti
militari italiani (cfr.capitolo 3.3).
Marcello Panio, autore anche del sito www.disinfornazione.it
, nel suo libro Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, Macroedizioni, ha
dedicato un intero capitolo al fenomeno del controllo mentale (cfr. capitolo
10) in cui divide il fenomeno in controllo
mentale diretto, controllo mentale subliminale, controllo mentale
primario: il diretto è il tipo di controllo “classico”, quello di cui
parliamo nella gran parte di questo dossier, provocato da MK-Ultra, ma anche da
farmaci come il ritalin usato nelle scuole USA per controllare i
bambini troppo distratti o/e vivaci; il controllo subliminale avverrebbe
tramite l’uso di elettrodomestici per uso commerciale, come la TV e il computer
in particolare, dove è ormai nota la diffusione di pubblicità e siti internet
con spot subliminali che illegalmente mandano messaggi particolari,
invisibili dagli occhi, ma percepiti dal cervello che influenzano le operazioni
dell’intelletto; il controllo mentale primario si attuerebbe tramite la
contaminazione di acqua ed alimentari con sostanze tossiche che indebolirebbero
le capacità di reazione dell’organismo, una di queste sostanze è il fluoro,
diffusa in alimentari e dentifrici, secondo Panio era già noto ai nazisti che
ripetute dosi di fluoro contribuiscono alla spersonalizzazione dell’individuo.
Marcello Panio afferma anche che la NSA, agenzia di
controspionaggio USA, avrebbe delle attrezzature in grado di interferire e
modificare, controllandole, le emissioni bio-elettriche del cervello. Se
fosse vero che chiunque può subire interferenza cerebrale con armi della NSA,
allora la Corte di Norimberga dovrebbe essere riaperta subito per tutti i
dirigenti responsabili negli Stati Uniti, di queste armi, la NATO sciolta, le
forze multinazionali rimandate a casa, la Corte dell’Aja chiusa per indegna
latitanza, le carceri distrutte e ricostruite di modo da rendere impossibile
anche dall’interno stesso delle strutture, questo genere di trattamenti.
Come mai nessuno ne parla, allora, mentre tantissimi protestano
contro le guerre mosse dalle stesse compagini ?
Nel presente dossier non approfondiremo particolarmente comunque il tema di forme di controllo mentale indirette, in quanto ci interessa in particolare denunciare quelle forme violente di tortura tecnologica tese a colpire una singola Persona (Persona, non “individuo”); sono le torture meno conosciute, genericamente giudicate come fantascientifiche, pertanto è su di esse che preferiamo porre la nostra attenzione. In ogni caso, la provata presenza quotidiana di forme subdole e implicite di influenza e controllo mentale resta certamente una problematica degna di rilievo. Ancor di più questo vale nella nostra società moderna, post e super-industriale, dove la psichiatria, la pubblicità, la contaminazione alimentare sono elementi onnipresenti nella nostra vita.
Alfredo Lissoni, nel suo libro Nuovo ordine mondiale (Edizioni Segno), cita il sito www.theendofline.org , in cui verrebbe riportato un documento dell’IBM riguardante l’impianto di sonde su prigionieri messicani. Il documento viene presentato come assolutamente riservato, di livello sicurezza 9. Il tempo impiegato per la realizzazione dell’intervento, secondo tale segretissimo documento, sarebbe di 60-90 minuti, ma le speranze dei tecnici sarebbero indirizzate nel ridurre in futuro questo tempo anche del 60%.
Questi alcuni dei risultati ottenuti, sempre secondo il documento citato da Lissoni nel suo libro, su 8 cavie umane: - monitoraggio completo dei comportamenti - sonno in stadio di letargo per un tempo di almeno 18 ore al giorno - i detenuti-cavie rifiutano volontariamente la ricreazione e gli esercizi ginnici - i detenuti-cavie se provocati non reagiscono o risultano meno aggressivi (finché non se ne accorgono, poi avviene il contrario) - nessuna cavia si è accorta di nulla di quanto gli era accaduto.
Anche Lissoni, come Panio, parla di strumenti in possesso dell’NSA in grado di controllare le emissioni bio-elettriche del cervello. Queste forme di intercettazione a distanza avrebbero indotto nei soggetti Vittime di questi abusi, impressioni visive che trapassano gli occhi e sensazioni di essere toccati da fantasmi.
Nel libro Le nuove guerre, pubblicato nel 2001 dalle
edizioni Rizzoli – BUR, due noti personaggi dello Stato come Rapetto e Di
Nunzio (il primo tenente colonnello della Guardia di Finanza comandante del gruppo
anticrimine e tecnologico, il secondo noto giornalista, capo ufficio stampa
della BNL, consulente delle strategie di comunicazione dello Stato Maggiore
dell’esercito) ammettono l’esistenza del controllo mentale. Il capitolo 10 del
loro testo militarista si intitola proprio il cervello nel mirino, in
particolare si parla di metodi di disinformazione del nemico tramite armi
indirizzate alla manipolazione delle opinioni, ma si parla anche direttamente
di controllo mentale con un elenco di strategie (dall’intervento nell’ambito
sociale, all’indebolimento della persona tramite farmaci, assenza di sonno e
cibo, ecc) finalizzate al lavaggio del cervello della Persona. Vengono inoltre citate alcune presunte
attività di controllo mentale dell’agenzia militare statunitense NSA tramite
l’utilizzo di microspie od elettrodi sottocutanei. Rapetto non è proprio un
anonimo personaggio, come ai molti risulterà. Egli viene citato anche nel libro
Beat genetation di Mario Bolognani (Editori Riuniti). L’autore fa pensare
che Rapetto costituisse una cellula dei servizi segreti insediata nell’AIPA
(l’authority per l’informatica). Rapetto sembrava alla ricerca di prove contro
il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
Il tutto assume un sapore drammatico con la scenografica morte del
consulente di Rapetto, il noto informatico Michele Landi, ufficialmente suicida
nell’aprile 2002 (subito dopo l’uccisione del consulente Biagi, che per mesi
richiese inutilmente la scorta alla Digos di Bologna), ma anche con la lunga
catena di suicidi e di morti improvvise in particolare di numerosi membri
dell’Arma dei carabinieri, dei servizi segreti e della polizia penitenziaria e
dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, specie nel 2002-2003 ma anche
dopo (nell’agosto 2003, Liberazione ha citato nella rubrica delle lettere al
direttore, una ricerca dell’Unione delle associazioni della Arma dei
carabinieri, secondo cui negli ultimi 5 anni vi sarebbero stati circa 250
suicidi nella sola Arma). Ma che interesse avrebbero Rapetto e Di Nunzio, alti
esponenti dello stato nel diffondere certe notizie ? Marco Sacchi, che ci ha fornito le informazioni su questo e su
altri paragrafi, ricorda che il libro di Rapetto e Di Nunzio non è affatto
facile da trovare, scomparso dalle librerie italiane da diversi anni ormai (chi
ne desiderasse ricevere copia, può rivolgersi alla AVae-m). L’ipotesi è che queste pubblicazioni abbiano
dei fini ricattatori, un modo per ricordare allo stato o a qualche losco
personaggio quanto si potrebbe, se lo si desiderasse, far emergere sul proprio
conto.

(* NOTA IL CUI INSERIMENTO E’
STATO OSTACOLATO IN REDAZIONE DEL DOSSIER)
Pochi giorni dopo il sit-in del 28 novembre 2006
dell’AVae-m e del Coordinamento di Lotta controle torture tecnologiche E
carcerarie, il 1 dicembre 2006, la Corte di Cassazione riconobbe il diritto di
Dorigo Paolo ad un nuovo processo e di fatto all’annullamento della sentenza
del 3 ottobre 1994 passata in giudicato il 27 marzo 1996. Paolo ha riavuto il
passaporto il 25 gennaio 2007, dopo quasi 24 anni di divieto all’espatrio.
L’ultimo sciopero della fame svolto per questo motivo, è stato dal 22 settembre
al 5 dicembre 2006. Intanto, dopo il
crollo della montatura DIA-CC contro il legale di Dorigo, Avv.Trupiano di
Napoli, c’è il caso collaterale del dr.Imperiale di Napoli, neurochirurgo
arrestato nel dicembre 2005 a Napoli un mese dopo la seconda TAC probante
effettuata su Paolo Dorigo, e disponibile ad operarlo, che sta rischiando nel
silenzio mediatico nazionale, l’estradizione in Inghilterra, chiesta per
coprire la montatura del suo arresto ed impedirne la dovuta scarcerazione per
decorrenza dei termini di carcerazione preventiva (http://www.noestradizione.org). Nel frattempo Indymedia Italia (http://italy.indymedia.org) è stata chiusa agli aggiornamenti del pubblico, il
1 dicembre 2006. Negli ultimi mesi erano stati frequenti gli interventi
dell’AVae-m, anche sullo scandalo di Montecitorio del 1994 che coinvolgeva
secondo il denunciante Maurizio Bassetti all’epoca economo del Parlamento
(nella foto) anche l’attuale Presidente della Repubblica, Napolitano. Maurizio
Bassetti negli anni 70 fu militante dello PSIUP e della Autonomia operaia.
L’ipotesi che questi strumenti super sofisticati possano essere
usati per controllare ed addirittura modificare anche inconsapevolmente alla
persona, il pensiero stesso, non è dunque affatto priva di fondamento. Inoltre
qualora non si creasse un’attenzione adeguata in questa fase, in cui comunque,
TAC e Risonanza magnetica, effettuati però con scansioni molto ravvicinate le
une alle altre, e in qualche misura l’EEG, sono ancora in grado di permettere
l’individuazione di questi elettrodi e/o corpi estranei al silicio, le cui
dimensioni a volte sono inferiori al millimetro, ma si corre oggi il rischio di
arrivare ad un punto scientifico in cui siano usati chip a DNA (di cui
spiega Le Scienze ed.italiana di Scientific American del marzo 2002),
strumenti invisibili a questi accertamenti, che sarebbe molto più difficile e
lungo individuare con infinite e costosissime analisi genetiche. A questo
aggiungiamo che nei casi di elettrodi innestati (per ora sperimentalmente, per
es.dell’Istituto Besta di Milano) su pazienti epilettici o schizofrenici,
volontari, queste persone non vengono messe in grado però di disattivare questi
elettrodi qualora lo volessero, impedendo così interferenze non prevedibili di
terzi. Recentemente l’ “annuncio” assai risibile, dopo quello di 4 anni fa
sulle ricerche sui “sogni” della Sapienza di Roma (prof.Bertini), del
prof.Sartori di “psicologia forense” dell’Università di Padova (quella stessa
da Dorigo denunciata nel settembre 2004 come legata certamente all’innesto ed
attivazione di elettrodi nella sua testa nel gennaio 1996) che afferma
l’esistenza di una “macchina della verità” da usare a livello inquisitorio (in
questo accosta al “cerebroscopio” di cui parla Le Scienze ed.italiana di
Scientific American del luglio 2004), che sarebbe stata preparata con la
collaborazione volontaria di una ventina di infami stupratori ed assassini, con
la ovvia collaborazione del D.A.P. Del resto già nel luglio 2004 nel testo “La
guerra della scienza” Dorigo aveva evidenziato i filoni di ricerca connessi a
certe torture elettroniche, e queste si stanno puntualmente scoprendo con le
più meschine giustificazioni, un po’ alla volta, rese baldanzose dallo
strapotere imperialista nei paesi del “centro imperialista” (periferia delle
coscienze).
Siamo al tentativo nazista della “scienza” di innestarsi sul
DIRITTO, che, ancorché borghese o proletario, verte almeno a livello di
principio su dei fondamentali, tra i quali certamente il nesso di VOLONTA’ di
ogni dichiarazione, spontanea o dedotta scientificamente che sia, a livello
processuale e perché no, anche istruttorio (l’ “Inquisizione” ne è una
deformazione, ma non corrisponde al nostro sistema politico e giuridico, anche
se è praticata).