"Udienza del 23 febbraio Altra giornata da “vips” al Tribunale di Milano! Arriva Mario Mori! Folla di giornalisti e Tv. Nessuno però il giorno dopo sui giornali stiverà che Mori, ex-capo dei Ros dei carabinieri e del Sisde (Servizio segreto ora chiamato di sicurezza) e che oggi dirige l’ufficio di sicurezza del Comune di Roma, è stato sotto processo per favoreggiamento a Cosa Nostra. Ed è recente, dei primi di gennaio, la dichiarazione davanti al tribunale di Palermo del colonnello Michele Riccio: «Il generale Mori mi disse di non citare nel mio rapporto i nomi di tutti i politici, tra questi c’era anche Marcello Dell’Utri: una persona importante, molto vicina ai nostri ambienti. Se lo metto, pensai, succede il finimondo». Proprio una bella persona! Non ci stupiamo, del resto un suo caro collega dirigente dei Ros, il generale Giampaolo Ganzer, attualmente è sotto processo a Milano con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico e raffinazione di droga, al peculato e al falso. Poco o niente ne hanno parlato i giornali di queste faccende e, quando simili criminali compaiono in aula per accusare i compagni, sembrano delle educande e sono trattati come degli eroi della “democrazia”. A parte questi commenti e il triste ma reale spettacolo che dà di se la “democrazia” in aula, una nota di allegria è stata portata verso la fine dell’udienza da una battuta dalle gabbie. Alla citazione della Corte degli avvocati è risultato assente l’avvocato Fiore, parte civile per Forza Nuova, si è sentito urlare : “Sarà impegnato in una ronda!” Mori, dirigente del Sisde dal 2001 fino a dicembre 2006, ha risposto a domanda degli avvocati della difesa che il loro Servizio ha sempre e costantemente fatto inchiesta sui movimenti di sinistra e che su questi imputati ha iniziato a indagare dal 2003, quando comparve il primo numero del giornale “Aurora”. Secondo le valutazioni del Sisde, alcuni articoli richiamavano posizioni brigatiste e, attraverso una loro fonte (informatore) hanno individuato alcuni degli imputati. La difesa ha chiaramente chiesto quali prove di reati sono state raccolte nei tre anni di indagini. A questa domanda il Mori ha cercato di glissare dicendo che tutto era contenuto nell’informativa consegnata alla questura di Milano e poi alla Pm il 24/10/2006. La difesa ha fatto presente l’obbligo di investire l’autorità giudiziaria quando si rilevano reati in corso e a questo punto Mori ha affermato che fino alla consegna dell’informativa non avevano raccolto nessun elemento di reato in corso. A parecchie domande Mori ha risposto con dei secchi no o non ha dato risposta trincerandosi dietro la segretezza e mantenendo una recitazione molto educata ma sbugiardata quando si è lasciato scappare: “A noi non ce ne frega nulla dell’autorità giudiziaria!”. Una domanda interessante è stata fatta dall’avv Pelazza: “É vero che uomini del Sisde collaboravano alla rivista ‘Intelligence’ nel cui comitato scientifico c’è il Gip di questa indagine Guido Salvini?” Ovviamente Mori ha detto che non conosce nemmeno la rivista. Quando termina l’interrogatorio assieme a Mori si alzano e se ne vanno dall’aula uno stuolo di giornalisti e Tv che dimostrano ancora una volta di che tipo sia la loro informazione e quanto poco gli interessi veramente seguire lo svolgimento processuale. Nella seconda parte dell’udienza parlano i tecnici periti balistici e quelli delle intercettazioni. Il tecnico della difesa ha presentato una perizia circostanziata e approfondita che smonta scientificamente pezzo a pezzo la perizia svolta dalla scientifica di Roma per conto dell’accusa tesa a dimostrare che alcune particelle rinvenute, una su un guanto, un’altra su un’auto degli imputati, sono sicuramente derivate da polvere di colpi di armi da fuoco. Scientificamente la provenienza di quelle particelle non è univoca, possono provenire ad esempio da polvere di frenatura, dall’uso di attrezzi meccanici o altro. E, solo una comparazione con le particelle di polvere del colpo specifico, potrebbe dare più possibilità di valutazione. Prova che l’accusa si è guardata bene dal fare. La Bocassini in questa occasione ha mostrato tutto il suo rancore e la sua bassezza attaccando personalmente il perito senza nemmeno entrare nel merito delle questioni da lui poste. Ha cercato di diffamarlo e denigrarlo chiedendogli il titolo di studio, che strumenti di sua proprietà avesse per fare gli esperimenti, cercando di farlo passare per un poveraccio senza arte ne parte. Ma le è stato ribadito che la strumentazione utilizzata è quella più avanzata in Italia, si trova a Torino, e che il perito svolge egregiamente il suo lavoro da più di 20 anni. Altro colpo all’accusa viene inferto dalla perizia su un’intercettazione gestita dall’accusa come intercettazione chiave in particolare in relazione al presunto attentato alla vita di Ichino che oramai sembra essere il “leit motiv” di questo processo. Si tratta della famosa intercettazione ambientale fatta a Raveo nel dicembre 2006. La perizia acquisita agli atti con tanto di grafici e spiegazioni scientifiche dimostra che la frase incriminata non poteva starci nello spazio temporale e la non corrispondenza delle parole ai suoni. E la difesa chiede anche di ascoltarla in aula per dissipare ogni dubbio. La Bocassini si oppone. Come mai? Se fosse stata sicura che la trascrizione non è una prova inventata l’avrebbe fatta certamente ascoltare. Tra l’altro la trascrittrice di questa intercettazione, abbiamo sentito in aula, era presente agli interrogatori di garanzia dopo gli arresti del 12 febbraio (per registrare, ha detto all’avv. della difesa) e moglie del Cancelliere. Ma, ha detto, non ho mai parlato con mio marito di cose che riguardano il lavoro. C’è da crederle! Quando la Corte ha negato l’ascolto in aula dell’intercettazione dalle gabbie sentiamo: “Ve la cantate e ve la suonate da soli, qui non c’è contraddittorio” e poi, “Questa mattina abbiamo sentito la testimonianza di un generale amico degli stragisti”. La prossima udienza si terrà il 3 marzo, ci sarà la requisitoria della pm Bocassini Il 18 marzo interverranno gli avvocati per le parti civili: Forza Nuova, lo Stato, Ichino. Sono state fissate le seguenti udienze: 27 marzo, 20 e 21 aprile in cui inizieranno le arringhe della difesa. Sicuramente dopo la requisitoria della Bocassini si fisseranno tutte le udienze necessarie per la fine del processo, indicativamente entro fine aprile. Il report si conclude con un appello: "INVITIAMO TUTTI A PREPARARSI, TENERSI LIBERI, COINVOLGERE PIÙ PERSONE POSSIBILI PER IL PRESIDIO CHE COME PARENTI CONVOCHEREMO PER L’ULTIMA UDIENZA. I NOSTRI COMPAGNI NON SONO MAI STATI LASCIATI SOLI NELLA LORO TENACE RESISTENZA. CREDIAMO CHE LA SENTENZA CHE SI STA PREPARANDO NON COINVOLGA SOLO LORO E NOI MA TUTTI COLORO CHE CREDONO ANCORA POSSIBILE PENSARE E AGIRE OGGI PER CAMBIARE QUESTA SOCIETÀ! " FEBBRAIO 2009
Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli Arrestati il 12/02/07