Mente e cervello - n.17, settembre-ottobre 2005, titolo: Cervelli in tribunale - di Michael S.Gazzaniga (Dartmouth College) e Megan S.Steven (Beth Israel Deasconess Medical Center di Boston - SUA);  l'articolo avanza la tesi secondo cui l'utilizzo di sistemi intercettivi di attività cerebrali sia ammissibile in sede giudiziaria.

 Come si capisce dall'inserzione, siamo al solito approccio: i "neuroscienziati" avanzano questioni che         appartengono alla politica ed alle leggi costituzionali di un paese. Si pongono "ingenuamente" delle domande, si danno delle risposte, e passano a proporre le loro "medicine". Il risultato è che nel giro di qualche decennio, se fosse per loro, comanderebbero la vita sociale "gli esperti" di "neuroscienze" come degli autentici "illuminati" signori medievali. Sempre per attaccare il "libero arbitrio" si spiega nell'articolo che esiste una tendenza nelle neuroscienze, che si chiama "determinismo", per cui, "studiando" le cavie umane, si arriva a conoscere che dei passaggi o atti che compiono delle persone, sono "automatici". Di questo passo, mascherare degli atti indotti da strumentazioni invasive, o produrre atti con strumentazioni invasive (o addirittura con trasmissioni esterne) e poi dichiarare la non colpevolezza di chi li ha condotti, è un gioco da ragazzi. Ma il punto è che le "neuroscienze" che producono questi strumentazioni invasive non spiegano questi passaggi se non in presenza di esperimenti "guaritori", mentre tutti noi sappiamo che questi strumentini vengono utilizzati con ben altri scopi, principalmente di "potere", di "educazione", di "soggezione" permanente di persone, bambini, ricchi o interessanti anziani, ecc. Questo non ce lo spiegano. Giocando con questo genere di argomentazioni, "avvicinano" giudici ed avvocati borghesi alle "possibilità" di queste "neuroscienze" (per esempio in campo di interpretazione funzionale di esperimenti condotti su testimoni, o su imputati volontari), e via dicendo, spostando sempre più il campo della Giustizia da quello della responsabilità individuale a quello della irresponsabilità generale della società, per cui tutto viene spostato sul "fatalismo", sulla "naturale" innaturalezza o casualità o circostanza, e le cose vengono lasciate come prima. Il primo scopo infatti di chi cerca di svuotare la Giustizia con la "tecnologia", è quello di vendere la propria tecnologia, il secondo, di non essere mai scoperti.

Alcune citazioni dell'articolo: "I difensori cercano immagini digitali del cervello del cliente che ne dimostrino l'incapacità di intendere e volere" - "Cervelli automatici, menti interpretative" - Sentite questa: "Le persone affette da deficit cerebrale che provoca aggressività devono essere sottoposte a controlli speciali ?".

Non poteva mancare dall'articolo la questione della "macchina della verità". Altra funzionalizzazione storicamente utilizzata nel paese più nazista del mondo dopo "israele", gli SUA, ci sono numerose ricerche in corso anche in Italia (usando volontari criminali pazzi dell'OPG di Castiglione delle Stiviere, che normalmente ospita gli omicidi passionali e simili, cfr. http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/rassegnascienza/CastiglionedelleSTiviere-STUDIANOIPAZZI-perscoprirelaveritaSIC.htm ) o in altri paesi. Nel merito vedasi un articolo de Le Scienze - Scientific American del 2003, cfr. http://associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/rassegnascienza/2004_08_Scienze_StevenRose_neurobiologo_CEREBROSCOPIO_1.gif ).

Ecco la parte relativa a questa questione.

 

Ancora una chicca, per porre le questioni della "Non punibilità" per esempio per istigare un genitore ad impedire un picchetto a scuola ad un figlio: "Forse la nostra mente non ha la possibilità di scegliere, ma sicuramente ha la possibilità di opporsi all'esecuzione di atti illegali". In pratica, come all'inizio della psicologia del lavoro (fine '800 negli SUA, al servizio dei padroni per schedare e caratterizzare i singoli gruppi di lavoratori ed i singoli lavoratori), anche oggi le argomentazioni "scientifiche" di questa categoria di ricercatori, scivolano nella "morale", per essere in pratica in grado di fungere da "Bettino Craxi" della situazione di un dato processo per esempio (un autentico ago della bilancia; come noto i socialisti, con il loro 10-15%, erano coloro che decidevano le grandi questioni nell'Italia del 1983-1992).  E non a caso, sono i "socialisti" italiani che vogliono modificare oggi la ns. Costituzione, più che Berlusconi in quanto tale. La questione della giustizia viene affrontata in questo approccio da due punti di vista: da quello del supporto alle investigazioni, e da quello di sostegno a tesi difensive od accusatorie: è un enorme business, un domani qualsiasi poveraccio sotto processo non avrà solo bisogno di avvocato e medico legale classico, ma anche di un ciarlatano tecnologico "neuroscientifico" che sia in grado di dire per esempio se il suo cervello era "acceso" o spento allorquando non ha visto il classico passante sulle strisce pedonali. Per demolire le basi della Giustizia quindi, non si ricorre tanto a "certezze", quanto ad insinuare "dubbi culturali". Un altro esempio: "La responsabilità è una costruzione sociale: esiste nelle regole della società, ma non nelle strutture del cervello". Ci permettiamo di dire che il progresso è un dato di fatto, sempre che a questi signori interessi.

Ed ecco la ciliegina: l'intervista ad un giudice di Corte di Appello di Milano.

Infatti questi lorsignori sono interessati di più alla disponibilità di ARMI investigative e di supporto al loro lavoro, che ai principi che possono essere invece basilari nel processo in specie penale. Non a caso ad ogni NUOVA invenzione non segue una verifica sociale ed effettiva, si passa direttamente alla "sperimentazione sul campo".

Ecco l'intervista a questo giudice, Amedeo Santosuosso, pubblicata nel servizio:

Si comincia affermando il principio della libertà di "giudizio" sulla attendibilità dello strumento "scientifico" utilizzato.

Si prosegue con la questione delle regole peritali. Ma QUI E ORA si parla di una libertà quindi di "acquisizione" che verte del tutto sulla non esistenza del diritto alla privacy cerebrale del cittadino, che sia testimone od imputato. In pratica, si vorrebbe ridicolmente fare con strumentazioni tecnologiche, una nuova "frontiera" nella quale non la società, il confronto, il conflitto, ma il giudizio di autorità e non sul contenuto delle comunicazioni basilari in Giustizia, ma sul giudizio di attendibilità IN TERMINI TECNICI e non di verifica processuale. In pratica UN INFINITO POTERE a degli uomini e donne che possono, e spesso vogliono, sbagliare. Questo è legittimo ? NO, molto meglio il Socialismo, i Soviet, le Assemblee popolari ed il contraddittorio esplicito ed aperto, in pubblico. La Giustizia verte su delle regole. Se la tecnica entra nelle regole e le stravolge, dando a dei magistrati il potere di "avvalorare" o meno il "parere" di un "esperto", anche su questioni NON verificate (es. oggi come oggi abbiamo la verifica del CVM e dell'amianto, e potevamo averla anche all'inizio, ma su queste questioni, avere la "certezza" significa avere il "potere totale sulla mente di una persona", oppure paragonare dei risultati ottenuti con accertamenti su una persona, sulla base di esperimenti condotti con il "potere totale sulla mente" di un'ALTRA persona.

Si potrà insomma essere condannati "statisticamente". E, comunque, in un panorama di acquisizione di dati COMPLETAMENTE MANIPOLABILE DAL POTERE (informatica) e senza in alcun modo poter avere parità di intervento e controllo da parte della difesa (esempio il sequestro di pc personali a sospettati: CHI può mettere la mano sul fuoco che un certo file non sia stato modificato DOPO l'acquisizione da parte della polizia ?  Nessuno, obiettivamente NESSUNO può metterla senza rischiare di bruciarsela).

Come si capisce da questa risposta, addirittura al campo genetico (RAZZISMO) siamo arrivati. Di questo passo si comprende perché il Popolo italiano preferisca un dittatore scemo ad un nugolo di Inquisitori al potere, soprattutto dopo le varie "emergenze" con i loro obbrobri.
Ancora una volta, riteniamo di poter dire che il Popolo può salvarsi in maniera migliore con l'autodeterminazione e il saper scegliere e dire NO, come nel Referendum del 1987. La "sinistra" però, con la sua difesa ad oltranza della "scienza", sta correndo verso il burrone della stessa borghesia imperialista. Corre verso il possesso di un "vantaggio", di una "sicurezza scientifica", che NON esiste mai in nessun campo o quasi, che esiste SEMPRE E SOLO nella bontà e giustezza ed equità o meno dei RAPPORTI SOCIALI.

(scritto il 4.1.2009)